Mobilità docenti 2026: criteri di assegnazione delle cattedre Interne e con orario esterne
Approfondimento tecnico sulle dinamiche di trasferimento e sull'ordine di priorità tra sedi interne ed esterne nella mobilità docenti.
In vista delle procedure per il biennio 2026/2027, l'attenzione del personale scolastico si concentra sui meccanismi della mobilità docenti. Analizziamo nel dettaglio come l'algoritmo ministeriale processa le richieste per l'assegnazione delle cattedre, distinguendo tra tipologie interne ed esterne e le relative priorità.
La scelta strategica delle COE nella domanda di mobilità docenti
Chi ha vissuto anni di precariato o numerosi trasferimenti conosce bene la complessità insita nella compilazione della domanda. Durante la procedura di mobilità docenti, il personale ha la facoltà di barrare l'opzione per le Cattedre Orario Esterne (COE). Si tratta di una decisione che non va presa alla leggera: questa tipologia di cattedra prevede che l'orario di servizio, solitamente di 18 ore per la secondaria, venga frammentato tra due o più istituzioni scolastiche, incluse quelle che adottano il tempo prolungato.
È fondamentale comprendere che, qualora il docente ottenga il movimento su una COE costituita tra istituti differenti, scatta l'obbligo contrattuale di completare l'orario nella seconda (ed eventualmente terza) scuola assegnata. Questa configurazione, pur aumentando le probabilità di ottenere il trasferimento desiderato, impone una logistica lavorativa più articolata, richiedendo spostamenti fisici tra le sedi di servizio.
Il meccanismo di assorbimento automatico su cattedra interna
Un aspetto tecnico spesso trascurato nelle segreterie, ma vitale per la continuità didattica, riguarda l'evoluzione della titolarità. Se nella "scuola madre" (la prima sede indicata nella composizione della cattedra esterna) dovesse liberarsi una Cattedra Orario Interna (COI), il docente titolare su cattedra esterna verrebbe assorbito automaticamente.
Questo passaggio avviene d'ufficio, senza necessità di ulteriori decreti o nuove istanze di mobilità docenti, a condizione che la cattedra interna sia vacante e priva di altro titolare. Tale automatismo rappresenta una garanzia di stabilità per l'insegnante, che vedrebbe così ricompattato il proprio orario in un unico istituto. Al contrario, se il docente desiderasse spostarsi definitivamente nella scuola di completamento, non potrà avvalersi di alcun automatismo ma dovrà presentare una specifica domanda di trasferimento l'anno successivo.
L'algoritmo di assegnazione: preferenze puntuali e sintetiche
Il cuore del sistema risiede nella logica sequenziale con cui l'algoritmo del Ministero incrocia domanda e offerta. Nell'elaborare la mobilità docenti per chi ha espresso disponibilità anche per le COE, il sistema segue un ordine gerarchico rigoroso.
In prima istanza vengono esaminate le preferenze puntuali (scuole specifiche indicate dal candidato). L'analisi della disponibilità procede in tre step vincolanti:
Verifica della presenza di Cattedre Orario Interne (COI) nell'istituto richiesto.
In assenza di COI, ricerca di Cattedre Orario Esterne (COE) con completamento nello stesso comune.
Solo successivamente, ricerca di COE con completamento in comuni diversi.
Qualora le preferenze puntuali non trovassero riscontro, il sistema passa alle preferenze sintetiche (distretti, comuni, province). Qui l'algoritmo scandaglia ogni scuola inclusa nella preferenza sintetica seguendo l'ordine ufficiale del Bollettino, replicando la medesima gerarchia: prima le COI, poi le COE interne al comune e infine le COE esterne al comune. Questa procedura garantisce che l'assegnazione avvenga sempre privilegiando, ove possibile, la maggiore stabilità e vicinanza della cattedra.