Mobilità docenti: chiarimenti sulle fasi dei trasferimenti [FAQ]
Una panoramica sulle regole della mobilità docenti per cambiare sede o ruolo nella scuola pubblica attraverso le tre fasi previste.
La mobilità docenti rappresenta il processo annuale che permette il trasferimento insegnanti tra diverse sedi scolastiche o gradi di istruzione. Comprendere il funzionamento delle fasi mobilità è essenziale per presentare correttamente la domanda e conoscere l'ordine di assegnazione dei posti disponibili.
Le operazioni propedeutiche ai movimenti
Prima di avviare le fasi ordinarie, il Ministero effettua alcune operazioni preliminari necessarie per stabilire l'organico effettivo. Queste includono il rientro del personale da posizioni di fuori ruolo, le assegnazioni alle scuole carcerarie e la gestione del personale vittima di violenza o soggetto a provvedimenti giudiziari. In questa fase si procede anche alla rettifica della titolarità per i docenti coinvolti in processi di dimensionamento scolastico.
Prima fase: trasferimenti all'interno del comune
La prima tappa riguarda esclusivamente i movimenti dei docenti tra scuole situate nello stesso comune di titolarità. L'ordine delle operazioni segue una sequenza rigida che privilegia i trasferimenti a domanda e la gestione dei docenti soprannumerari.
Priorità: vengono gestite innanzitutto le precedenze previste dall'articolo 13 del CCNI.
Valutazione: il punteggio in questa fase considera solo l'anzianità di servizio e i titoli generali, escludendo le esigenze di famiglia.
Esito: a parità di punteggio, prevale il candidato con la maggiore anzianità anagrafica.
Seconda fase: mobilità docenti tra comuni della stessa provincia
La seconda fase si concentra sui movimenti tra comuni diversi appartenenti alla medesima provincia. In questo contesto, la mobilità docenti gestisce i trasferimenti d'ufficio per chi è rimasto senza sede e i movimenti a domanda condizionata.
Particolare attenzione è rivolta ai passaggi tra posto comune e sostegno: per l'anno scolastico 2026/27, i trasferimenti da sostegno a posto comune sono vincolati a un'aliquota specifica del 75% dei posti disponibili.
Terza fase: trasferimenti interprovinciali e passaggi di ruolo
L'ultima fase comprende il trasferimento insegnanti tra province diverse e la mobilità professionale, ovvero il passaggio di ruolo (cambio di grado di istruzione) o di cattedra (cambio di classe di concorso).
La disponibilità dei posti è regolata da aliquote precise: il 50% dei posti residui dopo le prime due fasi viene diviso equamente tra mobilità territoriale interprovinciale (25%) e mobilità professionale (25%). I passaggi di ruolo e di cattedra hanno sempre la precedenza rispetto ai trasferimenti tra province diverse.
Domande frequenti (FAQ)
Cosa si intende per mobilità professionale? Include i passaggi di cattedra o di ruolo che permettono al docente in possesso dell'abilitazione di cambiare materia o grado di scuola.
Come vengono gestiti i posti per il sostegno? I movimenti da sostegno a posto comune sono soggetti a limiti numerici (aliquote) per garantire la continuità didattica agli alunni con disabilità.
Quale fase ha la precedenza assoluta? La fase comunale (I fase) viene sempre espletata prima dei movimenti provinciali e interprovinciali.