Mobilità Personale ATA, obbligo domanda neoassunti: ecco come evitare il trasferimento d’ufficio

Il personale immesso in ruolo nel 2025 deve presentare istanza per la sede definitiva ed evitare l'assegnazione automatica nella mobilità Personale ATA.

18 febbraio 2026 14:45
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Mobilità Personale ATA
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In vista del prossimo anno scolastico, cresce l'attesa per l'ordinanza ministeriale. Il personale entrato di ruolo a settembre 2025 è chiamato a presentare istanza di mobilità Personale ATA per acquisire la titolarità definitiva, scongiurando così le incognite dell'assegnazione d'ufficio.

Mobilità Personale ATA 2026: il vincolo per i neoimmessi in ruolo

Mentre il comparto scuola attende la pubblicazione ufficiale della nuova Ordinanza Ministeriale, emergono dettagli cruciali per la gestione amministrativa del prossimo anno. Un focus particolare riguarda i collaboratori scolastici, gli assistenti amministrativi e tecnici che hanno sottoscritto il contratto a tempo indeterminato a partire dal 1° settembre 2025. Per questi lavoratori, l'attuale anno scolastico rappresenta una fase transitoria: la sede di servizio in cui stanno operando è, infatti, una sede provvisoria.

Non si tratta di una semplice opportunità, bensì di un passaggio obbligato: il contratto a tempo indeterminato si perfeziona con l'acquisizione della titolarità definitiva su una scuola specifica. Pertanto, tutto il personale neoassunto nell'anno corrente (2025/2026) è tenuto a partecipare attivamente alle operazioni di mobilità provinciale. L'obiettivo è trasformare l'assegnazione temporanea in una collocazione stabile all'interno degli organici scolastici per il 2026/2027, scegliendo le preferenze territoriali in base alle proprie esigenze e al punteggio accumulato.

Le conseguenze della mancata domanda: il trasferimento d'ufficio

L'inerzia amministrativa, in questo contesto, comporta rischi significativi per il lavoratore. Il meccanismo che regola la gestione del personale scolastico non ammette vuoti: in assenza di una domanda volontaria di mobilità Personale ATA, l'Amministrazione attiverà le procedure per il trasferimento d'ufficio. Questo scenario si verifica non solo se l'interessato omette totalmente di compilare l'istanza, ma anche nel caso in cui, pur avendo presentato domanda, non sia stato possibile soddisfare nessuna delle preferenze espresse per mancanza di disponibilità nelle sedi richieste.

Quando scatta il trasferimento d'ufficio, il sistema procede all'assegnazione della sede partendo dalla scuola di attuale servizio (se vacante) o dalle sedi più vicine, seguendo le tabelle di viciniorietà, all'interno della provincia di titolarità. Questo automatismo sottrae al dipendente qualsiasi potere decisionale, con il rischio concreto di essere assegnati a istituti scolastici distanti, scomodi o logisticamente complessi da raggiungere, basandosi esclusivamente sui posti residui rimasti vacanti dopo le operazioni di mobilità ordinaria.

Procedure tecniche e assegnazione della sede definitiva

L'esperienza insegna che monitorare le scadenze è fondamentale per chi lavora nella Pubblica Amministrazione. Anche se le date precise saranno confermate solo con la firma del CCNI e della relativa ordinanza, la procedura avverrà telematicamente tramite la piattaforma Istanze Online (Polis) del Ministero dell'Istruzione e del Merito. I neoassunti dovranno compilare l'apposita sezione indicando le preferenze analitiche (singole scuole) o sintetiche (comuni, distretti).

È essenziale che il personale verifichi il proprio punteggio di servizio e i titoli generali, poiché questi determineranno la posizione in graduatoria rispetto agli altri aspiranti. Ottenere la sede definitiva tramite domanda volontaria garantisce non solo una maggiore stabilità lavorativa, ma permette anche di pianificare la propria vita professionale e familiare, evitando le incertezze legate alle assegnazioni d'ufficio che, storicamente, penalizzano chi si trova in coda alle graduatorie o chi non esprime preferenze valide.

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