Mobilità scuola 2026 e limiti per il ricongiungimento, Anief: 'Così si dividono le famiglie'
Le recenti disposizioni sulla mobilità scuola 2026 riducono il limite d'età per stare con i figli a 14 anni, scatenando diverse proteste.
Il nuovo scenario della mobilità scuola 2026 introduce restrizioni significative per il ricongiungimento figli, sollevando le critiche del sindacato Anief. Queste modifiche normative, derivanti da rilievi degli organi di controllo, rischiano di compromettere l'equilibrio delle famiglie dei dipendenti pubblici, costringendo molti professionisti a rimanere distanti dai propri affetti.
La protesta del sindacato Anief contro i nuovi limiti
L'organizzazione sindacale ha espresso forte dissenso riguardo alla riduzione della soglia anagrafica per il ricongiungimento, passata dai precedenti 16 anni agli attuali 14. Secondo il sindacato Anief, tale variazione rappresenta un ostacolo ingiustificato al diritto all'unità familiare, principio tutelato dalla Costituzione Italiana.
Marcello Pacifico, presidente della sigla sindacale, ha ribadito che lo Stato non dovrebbe frapporsi tra genitori e figli, specialmente quando vi sono posti disponibili nelle sedi di residenza. L'appello rivolto al Parlamento mira a ottenere un intervento legislativo che corregga questa disparità, permettendo ai lavoratori della scuola di esercitare la propria professione senza dover rinunciare alla presenza costante nel nucleo familiare durante fasi delicate della crescita dei figli.
Quadro normativo della mobilità scuola 2026 e deroghe
Le procedure per i trasferimenti del personale docente, educativo e ATA per l'anno scolastico 2026/2027 sono regolate dal Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) relativo al triennio 2025-2028. L'operatività di queste norme è garantita dalle ordinanze ministeriali 43 e 44, oltre che dalla nota tecnica 6314 del 13 marzo 2026.
Nonostante la presenza del vincolo triennale di permanenza, il sistema prevede specifiche deroghe che consentono la presentazione della domanda di trasferimento. Di seguito i casi principali:
Genitori con figli di età non superiore ai 14 anni (inclusi affidamenti e adozioni entro i limiti previsti).
Personale con disabilità documentata o che presta assistenza a familiari con gravità (Legge 104/1992).
Lavoratori che beneficiano del congedo biennale per l'assistenza continuativa.
Coniugi o figli di soggetti mutilati o invalidi civili.
L'attuale dibattito parlamentare determinerà se queste soglie verranno riviste per favorire una maggiore flessibilità nelle assegnazioni territoriali.