Nota del CNDDU sull'aggressione a persone transgender a Rimini: riflessioni giuridiche
Riflessione sulla responsabilità educativa e giuridica dopo l'aggressione a persone transgender a Rimini avvenuta durante una gita scolastica.
L'episodio di aggressione persone transgender Rimini avvenuto recentemente interroga il sistema formativo italiano. È necessario valutare la responsabilità civile e il ruolo della vigilanza docente in contesti extra-scolastici per garantire il pieno rispetto dei diritti umani.
Rimini, aggressione a persone transgender durante gita scolastica: rilevanza giuridico-educativa delle condotte violente tra studenti e responsabilità della scuola
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani prende atto, con viva preoccupazione, dei fatti occorsi nei giorni scorsi a Rimini, ove due studenti maggiorenni, iscritti a un istituto scolastico secondario di secondo grado di Napoli e partecipanti a un viaggio di istruzione, sono stati segnalati all’Autorità competente per condotte riconducibili, allo stato delle informazioni disponibili, alle fattispecie di porto abusivo di oggetti atti ad offendere e di comportamenti violenti ai danni di terzi.
Secondo quanto riportato da fonti giornalistiche, i predetti soggetti avrebbero posto in essere atti consistenti nel lancio di oggetti mediante fionda in direzione di persone transgender presenti sul lungomare di Miramare, venendo successivamente sottoposti a controllo da parte della Polizia Municipale, che procedeva altresì al sequestro di un coltello della lunghezza di circa venti centimetri rinvenuto nella loro disponibilità.
Ferma restando la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale accertamento definitivo in sede giurisdizionale, il CNDDU ritiene che la vicenda presenti profili di particolare rilevanza non solo sotto il versante penalistico, ma anche e soprattutto sotto il profilo della responsabilità educativa e istituzionale.
Le condotte descritte, ove confermate, appaiono suscettibili di ledere beni giuridici primari quali l’incolumità personale e la dignità umana, configurandosi, altresì, come manifestazioni di discriminazione fondate sull’identità di genere delle persone offese. Tali comportamenti si pongono in evidente contrasto con i principi costituzionali di uguaglianza formale e sostanziale, nonché con gli obblighi derivanti dall’ordinamento scolastico in materia di educazione alla cittadinanza e al rispetto dei diritti fondamentali.
In tale prospettiva, si impone una riflessione che trascenda la dimensione meramente repressiva e sanzionatoria. L’intervento dell’Autorità giudiziaria e delle istituzioni scolastiche, pur necessario ai fini dell’accertamento delle responsabilità e dell’adozione dei conseguenti provvedimenti disciplinari, non esaurisce la portata della questione. Occorre, infatti, interrogarsi sulle condizioni culturali e formative che possono aver concorso alla genesi di simili condotte, con particolare riferimento alla diffusione di stereotipi, pregiudizi e linguaggi d’odio.
Il viaggio di istruzione, quale attività didattica a tutti gli effetti, rientra nell’ambito di applicazione delle norme che regolano la funzione educativa della scuola e non può essere considerato come una sospensione delle medesime. Pertanto, anche in tali contesti, permane in capo agli studenti un dovere di osservanza delle regole di convivenza civile e, in capo alle istituzioni scolastiche, un obbligo di vigilanza e di promozione attiva dei valori costituzionali.
Alla luce di quanto esposto, il CNDDU auspica che l’istituzione scolastica di appartenenza proceda, nel rispetto delle garanzie procedurali previste dall’ordinamento, all’adozione di misure disciplinari proporzionate e, contestualmente, all’attivazione di percorsi educativi finalizzati alla rielaborazione critica delle condotte poste in essere. Tali interventi dovrebbero essere orientati non solo alla prevenzione della recidiva, ma anche alla promozione di una cultura giuridica dei diritti umani, intesa come consapevolezza concreta del valore della dignità della persona.
Il CNDDU ribadisce, infine, che la funzione primaria della scuola, quale istituzione della Repubblica, consiste nella formazione integrale della persona e del cittadino. In tale ottica, ogni episodio di violenza e discriminazione deve essere assunto come occasione per rafforzare il ruolo dell’educazione ai diritti umani quale presidio fondamentale di legalità sostanziale e convivenza democratica.
prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU