Nuovo contratto scuola: FLC CGIL firma per l'inflazione, adesso al lavoro su nuovi modelli contrattuali
Gianna Fracassi analizza l'accordo sul contratto 2025-2027 e la necessità di adeguare i salari al reale costo della vita attuale.
La firma sul nuovo contratto per il comparto Istruzione e Ricerca segna una svolta strategica per la FLC CGIL. La decisione si basa sulla garanzia di risorse adeguate a coprire l'aumento dei prezzi, assicurando una tutela economica immediata per tutto il personale del settore.
Le ragioni della firma sul contratto
La scelta di sottoscrivere l'ipotesi di accordo economico per il triennio 2025-2027 nasce da una valutazione pragmatica dei fondi stanziati. A differenza del rinnovo precedente, dove il divario tra l'aumento dei prezzi e gli incrementi salariali superava l'11%, le cifre attuali appaiono coerenti con l'inflazione misurata dall'Istat nel giugno 2025.
Gianna Fracassi, segretaria generale della FLC CGIL, sottolinea che il rispetto del potere d'acquisto dei lavoratori deve essere il principio cardine di ogni negoziazione. Tuttavia, rimane alta l'attenzione sulla possibile crescita dei costi energetici e dei beni di consumo, che potrebbe richiedere una ulteriore revisione delle voci economiche.
Il divario salariale nella pubblica amministrazione
Un tema centrale riguarda la disparità retributiva tra il personale scolastico e quello degli altri comparti statali. Attualmente si registra un gap che oscilla tra il 17% e il 24%, una differenza che penalizza non solo i dirigenti ma tutti i livelli professionali, inclusi i laureati.
L'obiettivo dell'organizzazione sindacale è colmare questa distanza attraverso una valorizzazione reale della comunità educante. Non si tratta di creare contrapposizioni interne, ma di rivendicare finanziamenti aggiuntivi che riconoscano l'importanza sociale e professionale di chi opera nelle scuole italiane.
Priorità e risorse per il personale scolastico
La strategia negoziale mette al primo posto lo stipendio tabellare. Incrementare la base salariale permette infatti di ottenere un effetto moltiplicatore su tutte le altre indennità. Sebbene esistano richieste diffuse per l'introduzione dei buoni pasto o il recupero dell'anno 2013, la segretaria invita al realismo finanziario.
Stipendio base: priorità assoluta per consolidare il reddito.
Buoni pasto: un costo stimato di oltre un miliardo nel triennio.
Indennità: aggiornamento dei pagamenti per le ore aggiuntive.
Focalizzarsi su una lista infinita di richieste rischierebbe di essere demagogico; è invece necessario scegliere obiettivi sostenibili che portino benefici concreti e immediati nelle buste paga.
Verso un nuovo modello di rinnovo biennale
Per superare la precarietà salariale, la FLC CGIL propone di modificare la struttura stessa della contrattazione. L'attuale sistema triennale espone i lavoratori alle fluttuazioni economiche e alle decisioni politiche dei governi in carica.
L'idea è tornare a un modello di rinnovo biennale per la parte economica. Questo meccanismo, pur senza automatismi rigidi, obbligherebbe le istituzioni a verificare e adeguare i compensi con maggiore frequenza, evitando che i lavoratori debbano attendere anni per vedere riconosciuti i propri diritti.