Padova, babysitter arrestato per pedopornografia: abusi su bimbi

Sequestrati video autoprodotti e immagini nel pc del 27enne. Le indagini della Mobile partono dal 2019, vittime di soli 5 anni.

14 gennaio 2026 09:45
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Cronaca
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Un 27enne padovano è finito in manette con la grave accusa di produzione e detenzione di materiale illecito. Il babysitter arrestato conservava nei propri dispositivi elettronici migliaia di file, inclusi filmati autoprodotti di abusi su minori piccolissimi, rinvenuti durante una perquisizione mirata della Polizia.

Il blitz della Squadra Mobile nell'abitazione

L'operazione di polizia giudiziaria è scattata su mandato della Procura di Venezia, che aveva delegato gli agenti della Squadra Mobile di Padova a effettuare una perquisizione domiciliare approfondita. L'intervento delle forze dell'ordine nasceva nell'ambito di un fascicolo d'indagine aperto per una presunta violenza sessuale ai danni di un minore. Una volta giunti nell'appartamento dell'indagato, gli inquirenti hanno provveduto al sequestro immediato di due telefoni cellulari e due personal computer. Già dalle analisi preliminari effettuate in loco sui supporti informatici, è emersa la presenza di un vastissimo archivio digitale contenente migliaia di immagini e clip a contenuto inequivocabilmente illecito.

Materiale pedopornografico e video autoprodotti

Dall'esame dei device è emerso uno scenario inquietante che aggrava la posizione del giovane. Secondo le ricostruzioni apparse sulla stampa locale, una porzione dei file rinvenuti sarebbe stata scaricata dalla rete Internet nei mesi antecedenti il fermo. Tuttavia, l'aspetto più allarmante riguarda diverse centinaia di documenti multimediali che risultano essere stati autoprodotti direttamente dall'indagato utilizzando gli stessi dispositivi ora sotto sequestro. Nelle sequenze video, il giovane si sarebbe ripreso mentre compiva espliciti atti sessuali con bambini di età prescolare, alcuni dei quali di appena 5 o 6 anni. Non si tratta dunque di semplice detenzione, ma della documentazione diretta di abusi perpetrati in prima persona.

L'attività iniziata nel 2019 tramite annunci online

La cronologia dei file archiviati suggerisce che le condotte illecite non siano limitate al periodo recente, ma si estendano su un arco temporale pluriennale. Le prime evidenze digitali risalirebbero infatti almeno al 2019, anno in cui il 27enne avrebbe avviato la sua professione di babysitter occasionale. Per entrare in contatto con le famiglie e ottenere l'affidamento dei minori, l'uomo si faceva pubblicità attraverso la pubblicazione di annunci su internet e sulle testate giornalistiche locali. Questo modus operandi gli avrebbe permesso di accedere alle abitazioni e conquistare la fiducia dei genitori, creando le condizioni per realizzare i filmati incriminati sia nei giorni precedenti il blitz che negli anni passati.

Indagato in attesa di convalida: caccia alle vittime

Attualmente il 27enne si trova ristretto in carcere, in attesa dell'udienza per il giudizio di convalida e per la decisione sull'applicazione di eventuali misure cautelari. Il lavoro degli inquirenti, tuttavia, è tutt'altro che concluso. Nelle prossime settimane, l'attenzione della Polizia di Stato si focalizzerà sull'analisi forense avanzata dei supporti di memoria per ricostruire l'intera rete di contatti e abusi.

Gli obiettivi prioritari delle indagini sono ora:

  • Il recupero completo dei dati, inclusi eventuali file cancellati dai dispositivi sequestrati.

  • L'identificazione certa delle numerosissime piccole vittime riprese nei video.

  • L'accertamento di ulteriori responsabilità o episodi non ancora emersi.

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