Palermo, CNDDU: scuole gelide e diritto all'istruzione negato

CNDDU con gli studenti palermitani durante la protesta: aule fredde e strutture fatiscenti violano la dignità e il diritto all’istruzione.

A cura di Scuolalink Scuolalink
18 gennaio 2026 09:00
Palermo, CNDDU: scuole gelide e diritto all'istruzione negato - Manifestazione contro il freddo nelle scuole di Palermo
Manifestazione contro il freddo nelle scuole di Palermo
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Le recenti proteste a Palermo svelano una realtà inaccettabile. Tra aule gelide e degrado strutturale, il diritto all'istruzione è concretamente a rischio. Il CNDDU chiede sicurezza e interventi urgenti per garantire la dignità di studenti e docenti in ambienti salubri.

Palermo, il diritto all’istruzione messo alla prova: solidarietà agli studenti per le gravi criticità strutturali, l’assenza di adeguati sistemi di riscaldamento e l’inadeguatezza degli ambienti scolastici.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene doveroso intervenire a seguito delle manifestazioni studentesche che hanno attraversato Palermo e altre realtà della Sicilia, portando all’attenzione pubblica una condizione ormai strutturale di grave criticità: scuole prive di adeguati sistemi di riscaldamento, edifici vetusti, aule insicure, ambienti incompatibili con un apprendimento autentico e rispettoso della persona.

Non siamo di fronte a un semplice disagio logistico o a un’emergenza climatica contingente. La permanenza forzata di studenti e docenti in ambienti freddi, insalubri o potenzialmente pericolosi configura una lesione concreta del diritto all’istruzione, così come riconosciuto dalla Costituzione italiana e dalle principali convenzioni internazionali in materia di diritti umani. L’istruzione non può essere separata dalle condizioni materiali in cui essa si realizza: un diritto esercitato in luoghi inadatti è un diritto svuotato della sua sostanza.

La scuola è, a tutti gli effetti, uno spazio di vita. In essa si trascorrono ore decisive per la formazione culturale, emotiva e civica delle nuove generazioni. Pretendere che questo avvenga in ambienti gelidi, con finestre rotte, tetti a rischio e impianti inesistenti o non funzionanti, significa accettare una forma di disuguaglianza silenziosa che colpisce soprattutto i territori già segnati da fragilità economiche e sociali. Il freddo non è mai neutro: incide sulla salute, sulla concentrazione, sulla motivazione, sul benessere psicofisico. In definitiva, incide sulle opportunità di futuro.

Un’istruzione impartita in luoghi non salubri contraddice il principio di dignità della persona, che costituisce l’architrave di ogni ordinamento democratico. La scuola, per essere realmente inclusiva, deve garantire condizioni minime di sicurezza, igiene e comfort ambientale. Non si tratta di privilegi, ma di standard essenziali senza i quali il diritto allo studio si trasforma in una prova di resistenza anziché in un percorso di crescita.

Il Coordinamento sottolinea con forza il valore civico della mobilitazione studentesca: quando sono le studentesse e gli studenti a reclamare condizioni dignitose, essi esercitano pienamente il loro ruolo di cittadini consapevoli, richiamando le istituzioni alle proprie responsabilità. La richiesta di edifici scolastici adeguati non è una rivendicazione accessoria, ma un’espressione matura di coscienza democratica.

Riteniamo imprescindibile un intervento immediato e strutturale da parte degli enti competenti, fondato su una pianificazione seria, trasparente e verificabile della manutenzione e riqualificazione dell’edilizia scolastica. Continuare a rimandare significa accettare che il diritto all’istruzione venga eroso giorno dopo giorno dall’indifferenza e dall’abitudine al degrado.

La scuola deve essere un luogo che protegge, accoglie e promuove la persona nella sua interezza. Ogni aula fredda rappresenta una frattura tra i principi proclamati e la realtà vissuta. Colmare questa frattura non è solo un dovere amministrativo: è un obbligo etico, giuridico e civile.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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