Pensioni febbraio 2026: date accredito, aumenti e Irpef
Il calendario dei pagamenti Inps subisce variazioni: dettagli su rivalutazione, arretrati e nuove aliquote fiscali nel cedolino.
L'erogazione delle pensioni di febbraio 2026 subirà uno slittamento tecnico dovuto al calendario. Il prossimo cedolino includerà voci determinanti per il bilancio dei pensionati, tra cui il ricalcolo definitivo dell'inflazione, gli arretrati non versati a gennaio e gli effetti della rimodulazione Irpef sugli assegni previdenziali.
Calendario pagamenti Inps e accredito bancario
La disponibilità effettiva dei trattamenti pensionistici avverrà con una leggera dilazione rispetto alla consuetudine. Poiché il primo giorno del mese coincide con una domenica, l'Inps ha programmato le operazioni di valuta per lunedì 2 febbraio 2026, primo giorno bancabile utile. Questa tempistica si applica uniformemente sia ai titolari di un conto corrente bancario che a coloro che si avvalgono dei servizi di Poste Italiane. È essenziale ricordare che, in ottemperanza al Decreto Legge 201/2011, per gli importi che eccedono la soglia dei 1.000 euro netti, l'accredito telematico non è opzionale ma costituisce un obbligo normativo, garantendo la tracciabilità dei flussi finanziari. Per chi è autorizzato al ritiro in contanti, Poste Italiane seguirà la turnazione alfabetica:
A – C: Lunedì 2 febbraio;
D – K: Martedì 3 febbraio;
L – P: Mercoledì 4 febbraio;
Q – Z: Giovedì 5 febbraio.
Rivalutazione pensioni e recupero degli arretrati
Il cedolino del mese di febbraio assume un'importanza cruciale poiché integra il meccanismo di perequazione all'inflazione, fissato al tasso dell'1,4% per l'anno corrente. A causa delle tempistiche amministrative necessarie per l'aggiornamento dei sistemi, numerose posizioni non hanno beneficiato dell'adeguamento nella mensilità di gennaio; di conseguenza, il rateo in arrivo comprenderà non solo l'importo rivalutato, ma anche il conguaglio degli arretrati spettanti. Il sistema di indicizzazione non è lineare ma segue uno schema progressivo a tutela dei redditi medio-bassi:
100% del tasso (1,4%) per assegni fino a 4 volte il minimo;
85% per la fascia tra 4 e 5 volte il minimo;
53% per la fascia tra 5 e 6 volte il minimo;
47% e percentuali a decrescere per gli importi superiori.
Aumento pensioni minime e Manovra 2026
Un capitolo a parte riguarda le pensioni minime, destinatarie di un intervento mirato confermato nella Legge di Bilancio 2026. L'adeguamento strutturale porterà l'assegno mensile alla cifra stimata di 619,80 euro, superando la soglia precedente. Anche in questo frangente, i pensionati che non hanno riscontrato l'aggiornamento nel primo mese dell'anno vedranno sanata la propria posizione a febbraio, incassando la differenza maturata. Si tratta di una misura di sostegno al reddito esplicitamente voluta dall'esecutivo per contrastare l'erosione del potere d'acquisto delle fasce economicamente più vulnerabili, garantendo un allineamento immediato ai nuovi parametri previdenziali.
Nuove aliquote Irpef e conguagli fiscali
Sul fronte tributario, il mese di febbraio segna l'applicazione concreta della riforma fiscale, con particolare riferimento alla modifica degli scaglioni Irpef. La riduzione dell'aliquota dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro lordi annui genererà un risparmio tangibile, stimabile in oltre 30 euro mensili per chi si attesta su un reddito di 35.000 euro. Tuttavia, è necessario prestare attenzione ai conguagli fiscali di fine anno 2025: l'Inps procederà al calcolo definitivo tra le ritenute operate e l'imposta dovuta. Le modalità di recupero variano in base all'importo:
Debito sotto i 100 euro: prelievo in unica soluzione;
Debito sopra i 100 euro: rateizzazione automatica fino a novembre (per redditi sotto i 18.000 euro). Contestualmente, verranno addebitate le addizionali regionali e comunali a saldo per il 2025 e in acconto per il 2026.