Percorsi CFU 36, 40, 48: l’esperienza è un valore reale

DL 71 e DM 931 confermano la validità dei percorsi CFU: riconoscere l'esperienza professionale dei docenti è un atto di giustizia.

A cura di Scuolalink Scuolalink
22 gennaio 2026 08:30
Percorsi CFU 36, 40, 48: l’esperienza è un valore reale - Uniti per INDIRE
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Il sistema scolastico si rinnova grazie ai nuovi percorsi CFU previsti dalla normativa recente. È fondamentale valorizzare la formazione acquisita sul campo dai docenti precari. Non si tratta di sconti, ma del giusto riconoscimento della professionalità di chi ha sostenuto la scuola.

L’esperienza non è uno sconto, è un valore: Perché i percorsi da 36, 40 e 48 CFU sono la risposta giusta

Il panorama della formazione docente in Italia sta vivendo una rivoluzione necessaria. Al centro di questo cambiamento ci sono due pilastri normativi: il DL 71 del 31 maggio 2024 e il DM 931 del 4 luglio 2024. Eppure, nonostante la chiarezza delle leggi, assistiamo ancora a una "guerra di trincea" contro i percorsi abilitanti e di specializzazione (corsi INDIRE o universitari). È tempo di fare chiarezza e restituire dignità a chi la scuola l'ha retta sulle spalle per anni.

La prova del nove: Il DM 931/2024

Per capire perché i percorsi da 36, 40 e 48 CFU siano pienamente legittimi, bisogna guardare a ciò che accade nel resto dell'Università. Il DM 931/2024 ha stabilito un principio rivoluzionario: le università possono oggi riconoscere fino a 48 CFU (quasi un intero anno accademico) esclusivamente sulla base delle esperienze professionali certificate.

Il messaggio dello Stato è chiaro: la competenza non nasce solo dai libri, ma dall'esercizio della professione. Se un professionista può vedersi abbuonare metà dei propri esami universitari grazie al lavoro svolto, perché si contesta lo stesso principio applicato ai docenti?

36, 40, 48: I numeri della giustizia professionale

I percorsi introdotti dal DL 71/2024 non sono "scorciatoie", ma moduli formativi cuciti su profili che hanno già una solida base:

Il percorso da 40 CFU: È dedicato ai triennalisti del sostegno. Parliamo di docenti con oltre 5.000 ore passate in classe con gli alunni più fragili. Sommare 40 crediti di formazione specialistica a questa esperienza è il completamento di un professionista che ha già dimostrato il suo valore sul campo.

I percorsi da 36 e 48 CFU: Risolvono il limbo dei titoli esteri e dei precari storici, integrando le competenze acquisite all'estero o nel servizio per allinearle agli standard italiani.

Automobile o Carrozza?

Chi contesta questa evoluzione spesso lo fa in nome di un presunto "rigore" che è solo immobilismo. Ma la realtà è che la formazione moderna deve essere dinamica. Chi oggi non accetta questo cambiamento, rifiutando il riconoscimento dell'esperienza professionale, allo stesso modo dovrebbe smettere di usare l'automobile e cominciare ad andare in giro su una bella carrozza trainata dai cavalli. Se si rifiuta l'evoluzione normativa e tecnologica del sistema formativo, bisogna essere coerenti e rifiutare ogni progresso. La scuola non può restare ferma all'epoca delle carrozze mentre il mondo viaggia veloce.

Basta denigrare chi ha retto la scuola

È ora di finirla con la sciocca logica di chi vuole "punire" il precariato storico pretendendo percorsi ridondanti. Chi ha servito lo Stato per anni, cambiando sede ogni settembre e garantendo il diritto allo studio in condizioni di incertezza, ha maturato un credito formativo che nessun esame teorico potrà mai sostituire.

Questi docenti non stanno chiedendo un favore; stanno chiedendo che lo Stato riconosca ciò che loro hanno già dato alla comunità. La "guerra ai titoli" è solo un modo per nascondere l'incapacità di valorizzare il merito reale, quello che si vede ogni giorno tra i banchi.

Conclusione: Far partire il secondo ciclo

Non c'è più tempo da perdere. È fondamentale che il sistema si sblocchi e che si faccia partire immediatamente il secondo ciclo di questi percorsi. Le scuole hanno bisogno di docenti specializzati, e i docenti hanno diritto a una stabilità che riconosca la loro storia lavorativa. Smettiamola di denigrare chi ha tenuto in piedi il sistema: accogliamo questi percorsi come l'atto di giustizia e modernizzazione che sono realmente.

Daniela Nicolò portavoce Community Uniti per INDIRE

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