Percorsi INDIRE sotto attacco: la difesa dei docenti e la dignità della scuola

L'analisi delle polemiche sui ricorsi contro i percorsi INDIRE e la ferma risposta degli insegnanti specializzati per tutelare il sistema.

A cura di Redazione Redazione
28 giugno 2026 19:00
Percorsi INDIRE sotto attacco: la difesa dei docenti e la dignità della scuola - Uniti per INDIRE
Uniti per INDIRE
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Il recente dibattito sulla scuola italiana mette al centro i percorsi INDIRE e la tutela dei docenti specializzati. Le tensioni legate ai ricorsi sollevano interrogativi cruciali sulla stabilità del sistema educativo e sul riconoscimento dei titoli professionali.

Ricorsi temerari e dignità istituzionale: quando la scuola viene ferita due volte

Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un fenomeno che non avremmo mai immaginato:

il tentativo — attraverso ricorsi temerari — di svalutare un percorso istituito dallo Stato, riconosciuto dal Ministero, progettato con cura e portato avanti con dedizione da INDIRE e da migliaia di professionisti.

Il ricorso non è un far valere i propri diritti ma è un attacco che non riguarda solo noi docenti, ma l’intero sistema educativo.

Non è solo un attacco ai docenti specializzati ex D.L. 71/2024.

È un attacco alla dignità delle istituzioni, alla credibilità del Ministero dell’Istruzione e del Merito, e al lavoro immenso di INDIRE, che ha costruito un apparato formativo di qualità, innovativo, inclusivo, umano.

INDIRE: un presidio di professionalità e umanità

Il personale INDIRE ha lavorato giorno e notte, senza sosta, per garantire un percorso formativo enorme, complesso, capillare.

Ha risposto ai bisogni di migliaia di persone, con una dedizione rara nel panorama pubblico.

Ha sostenuto docenti che già operano nelle scuole, che ogni giorno affrontano classi difficili, situazioni complesse, fragilità reali.

Tentare di demolire questo lavoro significa ferire un’istituzione che ha servito lo Stato con lealtà e competenza.

Significa ignorare la fatica, la cura, l’impegno di chi ha reso possibile un percorso che ha dato dignità e stabilità a migliaia di insegnanti.

La dignità dei docenti: non siamo “sedie occupate”, siamo professionisti

I ricorsi che mirano a toglierci i punti dalle GPS non colpiscono solo un titolo.

Colpiscono noi, la nostra storia, la nostra professionalità, il nostro servizio.

Siamo docenti che da anni sostengono la scuola italiana.

Non scaldiamo sedie.

Non siamo comparse.

Siamo parte viva del sistema educativo:

  • gestiamo emergenze,

  • accompagniamo studenti fragili,

  • garantiamo continuità,

  • costruiamo relazioni educative che cambiano vite.

Svalutare il nostro percorso significa svalutare la scuola stessa.

Il paradosso grottesco del PNRR3

Come se non bastasse, nel concorso PNRR3 ci viene negato il punteggio aggiuntivo con la motivazione che i percorsi INDIRE “non sono selettivi”.

Una affermazione che contraddice la realtà:

i percorsi sono selettivi eccome.

Lo dimostrano le graduatorie, lo dimostrano gli esclusi, lo dimostra il fatto che non tutti hanno avuto accesso al percorso.

È grottesco che un concorso pubblico ignori ciò che è evidente, documentato, verificabile.

Una ferita che brucia

Siamo docenti. Siamo idonei. Siamo specializzati. E oggi siamo feriti.

Feriti perché non avremmo mai immaginato di dover difendere un titolo che lo Stato ci ha già riconosciuto.

Feriti perché da mesi veniamo insultati sui social, derisi, trattati come un problema.

Feriti perché, mentre altri ci attaccano, noi abbiamo sempre mantenuto la dignità.

Eppure siamo ancora qui:

  • a studiare norme,

  • a preparare istanze,

  • a difendere ciò che è già nostro.

Una situazione paradossale, una manipolazione che ci svantaggia e ci costringe a lottare per un riconoscimento già acquisito.

Ma una cosa è certa: non arretriamo

Non abbandoniamo. Non arretriamo. Non ci facciamo cancellare.

Il nostro titolo è legittimo, valido, riconosciuto.

Il nostro percorso è serio, rigoroso, meritevole.

La nostra presenza nelle scuole è concreta, responsabile, indispensabile.

E mentre difendiamo ciò che abbiamo ottenuto, noi tendiamo la mano al dialogo.

Non perché siamo deboli, ma perché siamo forti.

Perché crediamo nella costruzione, non nella demolizione.

Crediamo nella scuola, nella verità, nella giustizia.

La dignità non è negoziabile

La nostra dignità non è negoziabile. Il nostro valore non è discutibile. La nostra disponibilità al confronto è un atto di forza, non di resa.

Siamo qui.

Siamo uniti.

Siamo determinati.

E non abbandoneremo mai ciò che abbiamo conquistato con merito.

Daniela Nicolò

Portavoce — Community Uniti per INDIRE

Orgogliosamente specializzata con Ente INDIRE

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