Permessi studio e corsi sostegno: guida al DL 71/2024

Come richiedere i permessi studio per i corsi di specializzazione sul sostegno ex DL 71/2024 tra scadenze GPS e nuove riforme urgenti.

A cura di Redazione Redazione
24 marzo 2026 18:30
Permessi studio e corsi sostegno: guida al DL 71/2024 - Uniti per INDIRE
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Il secondo ciclo dei corsi sostegno ex DL 71/2024 impone ritmi serrati. Per i docenti è fondamentale ottenere i permessi studio per conciliare formazione universitaria e lavoro, superando le difficoltà burocratiche legate alle finestre temporali già chiuse negli USR.

Permessi studio e corsi di specializzazione sul sostegno ex art. 6 e 7 DL 71/2024: un secondo ciclo partito a metà marzo tra scadenze serrate, GPS in aggiornamento e una riforma che accelera la formazione

Le iscrizioni sono state aperte a metà marzo, con avvio immediato delle attività e un calendario estremamente compresso che deve concludersi entro il 30 giugno.

Questa tempistica si è sovrapposta alla procedura di aggiornamento delle GPS 2024/2026, nella quale il Ministero ha consentito l’inserimento con riserva per chi avrebbe conseguito il titolo entro la fine dell’anno scolastico.

Una scelta che ha permesso a migliaia di docenti di non perdere un’opportunità professionale, ma che ha inevitabilmente creato un intreccio di scadenze, adempimenti e necessità organizzative.

Un calendario serrato: tutto entro il 30 giugno

Il secondo ciclo è partito tardi, con iscrizioni aperte a metà marzo e avvio immediato delle attività.
Le università hanno dovuto concentrare in poche settimane:

  • lezioni sincrone e asincrone

  • laboratori intensivi

  • tirocinio diretto e indiretto

  • esami intermedi e finali

Il tutto entro il 30 giugno, per consentire:

  • il rilascio del titolo

  • lo scioglimento della riserva nelle GPS

  • la partecipazione alle nomine dell’anno successivo

Un calendario così compresso richiede una disponibilità oraria significativa, difficilmente compatibile con l’orario scolastico senza strumenti di tutela come i permessi studio (150 ore).

Permessi studio: perché sono un nodo critico proprio ora

Il problema nasce dal fatto che i corsi sono partiti fuori dalle finestre tradizionali per la richiesta dei permessi studio, che in molte regioni si chiudono tra novembre e dicembre.

Questo significa che:

  • le graduatorie dei permessi sono già chiuse

  • gli USR non hanno ancora note specifiche sui nuovi percorsi

  • le scuole non sanno come procedere

  • i docenti rischiano di non poter frequentare regolarmente

Eppure i corsi art. 6 e 7 sono percorsi universitari di specializzazione, quindi rientrano pienamente tra quelli ammissibili ai permessi studio.

Si può chiedere la deroga?

Sì: è possibile chiedere i permessi studio “in deroga” o “fuori finestra”

Non esiste una norma che usa esplicitamente la parola “deroga”, ma esiste una prassi amministrativa consolidata:
quando i corsi universitari iniziano dopo la chiusura delle finestre regionali, gli USR possono accogliere domande tardive, spesso:

  • con riserva,

  • tramite elenchi aggiuntivi,

  • tramite scorrimenti,

  • tramite riassegnazione delle ore residue.

È già successo per:

  • TFA partiti a febbraio/marzo

  • PAS

  • master universitari

  • percorsi abilitanti 30/60 CFU

La stessa logica si potrebbe applicare oggi ai corsi ex DL 71/2024, soprattutto perché il secondo ciclo è partito a metà marzo, quando nessun docente avrebbe potuto presentare domanda nei tempi ordinari?

Come muoversi concretamente adesso

1. Presentare una richiesta di permessi studio “in deroga” o “con riserva”

La richiesta deve contenere:

  • autocertificazione di iscrizione

  • ricevuta di pagamento

  • calendario delle lezioni

  • riferimento al DL 71/2024

  • richiesta di inoltro all’USR

Il dirigente trasmette la domanda all’Ufficio Scolastico che la valuta.

2. Chiedere l’inserimento negli elenchi aggiuntivi

Molti USR pubblicano:

  • scorrimenti

  • elenchi integrativi

  • redistribuzione delle ore non utilizzate

Presentare domanda ora potrebbe permettere di essere inseriti in queste procedure.

3. Usare permessi brevi, recuperi o permessi non retribuiti

In attesa della risposta dell’USR, è possibile chiedere:

  • flessibilità oraria

  • permessi brevi con recupero

  • permessi non retribuiti

È una soluzione ponte, ma spesso necessaria.

La nota Palumbo: utile, ma non sufficiente

In questo contesto è stata emanata una nota firmata da Carmela Palumbo, Capo Dipartimento del MIM, indirizzata a:

  • Uffici Scolastici Regionali

  • Istituzioni scolastiche

La nota invita le scuole a:

  • favorire la partecipazione dei docenti ai percorsi universitari,

  • adottare forme di flessibilità oraria,

  • agevolare la frequenza delle attività formative.

Si tratta di un documento importante, perché riconosce:

  • la natura universitaria dei percorsi,

  • la necessità di agevolare i docenti,

  • la straordinarietà del momento.

Tuttavia, la nota NON riguarda i permessi studio.
Non autorizza deroghe.
Non apre finestre straordinarie.

È una nota di sensibilizzazione utile, ma limitata alla gestione dell’orario di servizio.

Una riforma pragmatica che affronta un problema storico

Il contesto in cui nasce il secondo ciclo è quello di un sistema che per anni non è riuscito a formare abbastanza docenti specializzati.
Ogni anno migliaia di cattedre di sostegno venivano assegnate a docenti non specializzati, mentre molti specializzati provenivano dal Sud e, una volta ottenuta la nomina al Nord, abbandonavano la cattedra per rientrare nella propria regione.

Il governo ha scelto un approccio fattivo e pragmatico, intervenendo su più fronti:

  • percorsi più accessibili e più rapidi

  • possibilità di inserimento con riserva nelle GPS

  • aumento dei posti disponibili

  • accelerazione dei tempi di formazione

  • maggiore aderenza ai bisogni delle scuole

Sono iniziative che, pur richiedendo un grande sforzo organizzativo, hanno un obiettivo chiaro:
ridurre il ricorso ai non specializzati e garantire maggiore continuità agli alunni con disabilità.

È un intervento coraggioso, perché rompe schemi consolidati e affronta un problema che il sistema non era riuscito a risolvere per decenni.

La Community Uniti per INDIRE fa una richiesta al MIM: serve una nota specifica sui permessi studio

Alla luce della situazione straordinaria in cui si colloca il secondo ciclo, e considerando che la nota a firma della Dottoressa Palumbo riguarda solo la flessibilità oraria, appare necessario un ulteriore passo istituzionale.

Per evitare disparità territoriali e garantire pari opportunità ai docenti impegnati nei percorsi di specializzazione, sarebbe auspicabile che il Ministero dell’Istruzione e del Merito emanasse una nota specifica rivolta agli USR, invitandoli a:

  • accogliere le richieste di permessi studio presentate fuori finestra

  • valutare positivamente le domande “con riserva”

  • attivare elenchi aggiuntivi o scorrimenti straordinari

  • riconoscere la natura universitaria e obbligatoria dei percorsi ex DL 71/2024

  • considerare il calendario eccezionalmente compresso imposto dalla normativa

Una nota ministeriale avrebbe il merito di:

  • uniformare le prassi sul territorio nazionale

  • evitare interpretazioni restrittive

  • tutelare i docenti impegnati nella formazione

  • garantire la piena riuscita della riforma

  • sostenere il percorso di qualificazione del personale docente di sostegno

In un momento di grande trasformazione, un segnale chiaro dal MIM aiuterebbe scuole, USR e docenti a muoversi con maggiore sicurezza e coerenza.

Daniela Nicolò, Portavoce Community Uniti per INDIRE

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