Polemiche e stop alla visita della moschea di Mezzago
Lo stop alla visita alla moschea di Trezzo sull’Adda accende il dibattito tra istruzione e polemiche politiche nel Milanese.
La recente cancellazione della visita alla moschea prevista dall'istituto "Ai nostri Caduti" ha scatenato accese polemiche politiche. L'iniziativa didattica, concepita per favorire l'istruzione interculturale e la conoscenza delle diverse culture, è stata interrotta a seguito delle pressioni esterne subite dall'associazione ospitante, che ha dichiarato la propria indisponibilità a proseguire il progetto.
Le critiche della Lega e le polemiche politiche
Il caso è esploso dopo le dichiarazioni di alcuni esponenti della Lega, che hanno descritto l'uscita didattica come un tentativo di "islamizzazione" del sistema scolastico. Secondo la narrazione politica, i laboratori previsti — incentrati sulla scrittura araba, i pilastri dell'Islam e i diritti delle donne — avrebbero una natura ideologica incompatibile con la laicità della scuola pubblica.
Le critiche si sono concentrate sulla presunta incoerenza dell'istituto, accusato di trascurare le radici cristiane a favore di culture esterne. Tuttavia, tale posizione ignora la distinzione tra l'approfondimento culturale e la pratica religiosa, trasformando un momento di studio in uno scontro di civiltà.
La difesa della scuola e la visita alla moschea
La dirigente scolastica, Patrizia Santini, ha risposto con fermezza alle accuse, chiarendo che la visita alla moschea era stata approvata all'unanimità dagli organi collegiali. L'obiettivo non era il culto, ma l'osservazione e il confronto civile in un contesto sociale sempre più plurale.
Natura del progetto: Si trattava di un'attività di studio dei fenomeni religiosi come fatti storici e culturali.
Assenza di indottrinamento: Non erano previste preghiere né richieste di adesione spirituale.
Rispetto delle tradizioni: L'istituto continua a celebrare regolarmente il Natale, la Pasqua e a esporre il crocifisso nelle aule.
Il valore dell'istruzione interculturale
Secondo la dirigenza, ignorare le diverse dimensioni religiose non rafforza l'identità degli studenti, ma la indebolisce, privandoli degli strumenti necessari per interpretare la realtà contemporanea. La rinuncia forzata a questa esperienza formativa evidenzia la difficoltà nel distinguere tra educazione e propaganda, portando a un impoverimento del percorso di crescita dei ragazzi.