PoV - Points of View: l'arte per il benessere AFAM

Il progetto PoV - Points of View trasforma i linguaggi creativi in strumenti di inclusione e consapevolezza per l'intera comunità studentesca.

A cura di Redazione Redazione
04 maggio 2026 18:30
PoV - Points of View: l'arte per il benessere AFAM -
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Presso l'Accademia di Belle Arti di Catania debutta PoV - Points of View, un'iniziativa di ricerca innovativa che utilizza le pratiche artistiche e digitali per promuovere il benessere. Questo percorso mira a rafforzare l'inclusione sociale attraverso l'autorappresentazione e il dialogo creativo multidisciplinare tra gli studenti.

PoV – Points of View: quando l’arte diventa cura. All’Accademia di belle arti di Catania prende forma un progetto di ricerca che trasforma linguaggi artistici e digitali in strumenti di benessere, inclusione e consapevolezza per la comunità AFAM.

6 maggio, ore 12.00, Aula Magna - Giornata di presentazione del progetto

Catania, 30 aprile 2026 – Mettere al centro il benessere psicologico e relazionale della comunità accademica, con particolare attenzione alla popolazione studentesca: è questo l’obiettivo di PoV – Points of View, progetto di ricerca promosso dall’Accademia di belle arti di Catania, che prende avvio il 6 maggio alle ore 12.00 presso l’Aula Magna di via Raimondo Franchetti, n. 5.

Finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) nell’ambito del bando PRIN AFAM 2024, il progetto si sviluppa in partenariato con il Conservatorio di Musica “Vincenzo Bellini” di Catania e l’Accademia di belle arti di Urbino, collocandosi nell’area dell’innovazione sociale. All’origine dell’iniziativa, un’indagine sul rapporto tra pratiche artistiche, autorappresentazione e benessere psicologico degli studenti AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica), con l’obiettivo di attivare processi di consapevolezza, inclusione e crescita individuale e collettiva. Gli obiettivi principali del progetto sono: aprire spazi sicuri di autorappresentazione attraverso linguaggi artistici e multimediali, favorire dinamiche collaborative tra studentesse e studenti e generare valore culturale diffuso attraverso la condivisione dei risultati.

Le attività previste da PoV – Points of View includono presentazioni pubbliche, collaborazioni artistiche interdisciplinari e lo sviluppo di una piattaforma digitale inclusiva dedicata all’autorappresentazione, ispirata all’opera Moon di Ai Weiwei e Olafur Eliasson: uno spazio virtuale libero da confini identitari, geografici e politici, in cui ogni partecipante potrà lasciare il proprio segno grafico o sonoro. La forma simbolica sarà quella dell’occhio, che gioca sull’omofonia tra le parole inglesi “eye” (occhio) e “I” (io), per evocare insieme visione e autorappresentazione. È inoltre prevista la realizzazione di un Cadavre Exquis audiovisivo, che coinvolgerà studenti delle tre istituzioni partner in un processo creativo collettivo ispirato al gioco surrealista, reinterpretato a cento anni dalla sua invenzione. Il progetto comprende anche seminari tematici in modalità mista: giornate di studio dedicate a personalità della musica e delle arti che hanno operato in contesti segnati da discriminazioni legate a identità di genere, disabilità, differenze culturali e, più in generale, condizioni di marginalità.

Interverranno specialisti del settore per offrire al corpo studentesco una base teorica in opposizione a “l’Inferno dell’Uguale” e una lettura della storia dell’arte come risorsa capace di valorizzare l’imperfezione e la differenza. Per garantire l’accessibilità dei contenuti, gli incontri saranno affiancati da un interprete LIS. Completa il programma la realizzazione del podcast Visioni, voci e racconti della comunità AFAM, che raccoglierà narrazioni originali, riflessioni collettive e interviste per esplorare la pluralità dei punti di vista e promuovere il cambiamento attraverso l'arte e l’autorappresentazione. Tutte le azioni sono progettate nel rispetto dei criteri di accessibilità previsti dall’European Accessibility Act 2025. I risultati attesi includono il coinvolgimento attivo di circa 500 studenti, il miglioramento del benessere psicologico e del senso di autoefficacia, la produzione di opere condivise e la definizione di buone pratiche replicabili in altri contesti AFAM.

La diffusione degli esiti del progetto si concretizzerà in tre principali output: una mappa di comunità interattiva, costruita attraverso contenuti multimediali e strumenti di geolocalizzazione per raccontare identità, bisogni e storie; un sistema di segnal-ETICA inclusiva, progettato dagli studenti e installato negli spazi delle istituzioni coinvolte per promuovere valori di rispetto e connessione sociale; infine, la pubblicazione di un catalogo cartaceo e digitale multimediale, insieme a un quaderno teorico che raccoglierà i contributi sviluppati durante il percorso. Il monitoraggio costante garantirà che ogni fase rispetti gli standard qualitativi prefissati, assicurando che l'impatto sociale dell'iniziativa sia tangibile e duraturo nel tempo per tutti i partecipanti coinvolti nelle diverse sedi regionali e nazionali del network accademico.

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