Ci risiamo! Cambiano i governi ma il precariato nella pubblica amministrazione è la prima criticità in assoluto. Mai come quest’anno. Nel comparto scuola si è raggiunto il record delle 250 mila supplenze annuali e di queste oltre 70 mila sono cattedre di sostegno. Con tale situazione devastante era logico che l’Unione Europea chiedesse conto e ragione al governo italiano.

Abuso di precariato nella scuola: l’UE invia una seconda lettera di spiegazioni all’Italia

Il nostro Paese, e non solo per l’attuale situazione emergenziale causata dalla pandemia da Covid-19, detiene lo scettro della Nazione con il più altro numero di contratti a termine nella Pubblica Amministrazione.

La nuova lettera che ha inviato l’Unione Europea al nostro governo è la seconda in ordine cronologico rispetto alla procedura di infrazione aperta già nel 2019 per reiterato abuso di precariato nella PA.

Il Governo italiano avrà questa volta due mesi di tempo per rispondere e soprattutto per eliminare le “reiterate discriminazioni ai danni dei precari nella pubblica amministrazione”. Dal punto di vista burocratico la missiva rappresenta una seconda richiesta di spiegazioni da parte dell’esecutivo di governo sul grave problema prima descritto. La prima risposta evidentemente non è stata ritenuta abbastanza soddisfacente dalla Commissione Europea; per questo motivo, dunque, la stessa Ue ha ritenuto opportuno procedere con il secondo richiamo.

Il precedente nel 2014: la condanna della Corte di Giustizia Europea

Purtroppo, la nostra Nazione non è nuova a questa incresciosa situazione. Già nel 2014 la Corte di Giustizia Europea condannò il Governo italiano per “abuso di precariato”, giusto appunto nel settore scolastico. Nel 2015 quella condanna costrinse l’Esecutivo a chiedere la stabilizzazione di 148 mila precari. Questo numero si ridusse ben presto (a poco meno di 100 mila unità) per la “mancanza di aspiranti collocati nelle graduatorie blindate riconosciute dal Ministero, pure in presenza di un altissimo numero di candidati con titoli ed oltre i 36 mesi di servizio minimo. Ricordiamo peraltro che questi requisiti rappresenterebbero per l’Unione Europea quelli necessari per poter aspirare all’assunzione a tempo indeterminato nei ruoli dello Stato da parte dei precari.

La proposta di Anief sul superamento del Precariato

Su questa tematica interviene il Presidente Anief, Marcello Pacifico, il quale precisa: “Basta indugi, l’unica modalità è tornare ad assumere i precari della scuola con il doppio canale di reclutamento. Tra l’altro il Parlamento lo ha già fatto nel 2008 e nel 2012. Riapriamo le GaE e trasformiamo i concorsi da selettivi a canali di costruzione di graduatorie a scorrimento, da utilizzare ogni anno per assumere tutti i precari, anche a seguito di corsi abilitanti e sul sostegno aperti a tutti, pure a distanza. Se ci si ostina a rimanere fermi, stavolta l’Italia rischia molto, sia in termini di immagine che di risarcimenti, anche nei confronti degli stessi precari per i danni arrecati nei loro confronti”.