Prevenire la radicalizzazione giovanile: l'appello del CNDDU a Valditara
Un minorenne arrestato per terrorismo tra Abruzzo e Umbria riaccende il dibattito sulla radicalizzazione giovanile e il ruolo della scuola.
L'arresto di un diciassettenne accusato di terrorismo mette in luce il pericolo della radicalizzazione giovanile in Italia. Il CNDDU sottolinea l'urgenza di un presidio educativo forte per contrastare il disagio sociale e la propaganda estremista che corre sul web.
Allarme radicalizzazione giovanile: tra Abruzzo e Umbria arrestato un 17enne per terrorismo e piano di strage a scuola
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda preoccupazione per quanto emerso dall’operazione condotta dalle autorità giudiziarie e dalle forze dell’ordine, che ha portato all’arresto di un minorenne gravemente indiziato di reati connessi alla propaganda estremista e a finalità di terrorismo.
La vicenda, per la sua gravità e per l’età del giovane coinvolto, impone una riflessione attenta e responsabile che non si esaurisca nella dimensione giudiziaria, ma che interroghi l’intero sistema educativo e sociale. Ciò che emerge non è soltanto un comportamento deviante individuale, ma il segnale di un disagio più ampio che si manifesta attraverso forme di radicalizzazione sempre più precoci, favorite da contesti digitali nei quali circolano contenuti violenti, ideologie discriminatorie e modelli distorti di affermazione personale.
Particolarmente allarmante appare la presenza di una progettualità lucida e strutturata, alimentata dall’accesso a materiali e narrazioni che esaltano la violenza e ne legittimano l’uso. In tale quadro, la rete e alcune piattaforme social si configurano come spazi nei quali giovani in condizioni di fragilità possono essere esposti a dinamiche di influenza e di emulazione difficilmente intercettabili in assenza di adeguati strumenti culturali e critici.
Il CNDDU ritiene che la scuola debba assumere con rinnovata consapevolezza il proprio ruolo di presidio educativo fondamentale, capace di promuovere una cultura dei diritti umani fondata sul rispetto della dignità della persona, sulla valorizzazione delle differenze e sul rifiuto di ogni forma di odio e discriminazione. In questo senso, l’educazione non può essere considerata un elemento accessorio, ma rappresenta il principale strumento di prevenzione rispetto a fenomeni che trovano terreno fertile laddove si registrano isolamento, disorientamento e mancanza di riferimenti.
Alla luce di tali considerazioni, il CNDDU rivolge un appello al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché si promuova con urgenza un rafforzamento sistematico delle politiche educative orientate alla prevenzione della radicalizzazione giovanile. Si ritiene indispensabile sostenere in modo strutturale l’insegnamento dei diritti umani, dell’educazione civica e della cittadinanza digitale, valorizzando il ruolo dei docenti e garantendo loro strumenti adeguati per affrontare fenomeni complessi e in continua evoluzione.
È altresì necessario favorire una sinergia più efficace tra scuola, famiglie e istituzioni, nella consapevolezza che solo un’azione condivisa e continuativa può contribuire a intercettare precocemente situazioni di vulnerabilità e a offrire ai giovani opportunità concrete di crescita equilibrata e consapevole.
Il CNDDU richiama infine l’attenzione sull’urgenza di un impegno più ampio che coinvolga anche i gestori delle piattaforme digitali, chiamati a una responsabilità più incisiva nella prevenzione della diffusione di contenuti estremisti, soprattutto quando questi risultano accessibili a utenti minorenni.
La scuola è chiamata oggi a svolgere una funzione che è al tempo stesso educativa e civile, ponendosi come luogo in cui si costruiscono non solo competenze, ma anche coscienze. Solo attraverso un investimento costante nella formazione integrale della persona sarà possibile contrastare efficacemente derive violente e contribuire alla costruzione di una società fondata sui principi dei diritti umani, della convivenza democratica e della sicurezza collettiva.
prof. Romano Pesavento, Presidente Nazionale CNDDU