Programmi di filosofia: Massimo Cacciari contro le nuove linee guida ministeriali di Valditara
Le nuove direttive escludono i pensatori storici. Massimo Cacciari contesta la riforma dei programmi di filosofia per i licei italiani.
Il dibattito sull'istruzione pubblica si accende per l'aggiornamento relativo alle scuole superiori. Al centro delle critiche vi sono i nuovi programmi di filosofia, che ridefiniscono gli autori da trattare nelle aule scolastiche eliminando figure fondamentali della storia del pensiero.
Le modifiche ai programmi di filosofia e la reazione accademica
Oltre sessanta docenti universitari, tra cui Massimo Cacciari, Giuseppe Licata e Gaetano Lettieri, contestano l'esclusione di pensatori come Spinoza, Leibniz, Marx, Schelling e Fichte, storici "giganti del pensiero critico". Nella lettera aperta indirizzata ai vertici ministeriali si evidenzia che "si trova il modo di sostituire gli autori appena menzionati con una non meglio specificata ‘filosofia italiana dell’Ottocento'" che non ritengono "davvero così rilevante al cospetto dei classici fatti rimuovere". Il rischio concreto è quello di impoverire la formazione scolastica complessiva e il pensiero filosofico degli studenti delle scuole superiori.
Il duro giudizio di Massimo Cacciari sulla riforma
L'accademico veneziano definisce le linee guida un errore grossolano dei funzionari. Massimo Cacciari auspica una correzione immediata: "Spero che il ministro chieda scusa per aver tirato fuori questa direttiva, se sono seri faranno così". I firmatari vedono nella riforma scolastica una "polpetta avvelenata al mondo della scuola, ai docenti e, soprattutto, alle nuove generazioni". I critici sottolineano in particolare:
La difesa del pluralismo culturale all'interno dei licei.
La salvaguardia della libertà d'insegnamento dei professori.
La replica del ministero e l'autonomia dei docenti
Loredana Perla, presidente della Commissione ministeriale, precisa che il testo offre solo orientamenti, lasciando "alla libertà e all’esperienza del docente di costruire il percorso di studi". Cacciari concorda sulla necessità di una reale autonomia didattica, affermando che "se lasciassero fare ai docenti sarebbe meglio". L'ingerenza della politica scolastica rischia di danneggiare l'istruzione, richiedendo un pronto intervento chiarificatore da parte del Ministero dell'Istruzione.