Reclutamento Dirigenti Scolastici: priorità all’ordinario
Analisi dei dati e delle norme sul Reclutamento Dirigenti Scolastici: perché il concorso ordinario deve avere la precedenza assoluta.
Il dibattito sul Reclutamento Dirigenti Scolastici evidenzia la necessità di tutelare il merito. I dati dimostrano che il concorso ordinario rappresenta il canale prioritario di accesso al ruolo, nonostante i recenti sbilanciamenti a favore delle procedure riservate.
Reclutamento Dirigenti Scolastici: perché la priorità spetta all’Ordinario (e i dati lo confermano)
Negli ultimi mesi il dibattito sulla ripartizione dei posti tra il concorso ordinario e la procedura riservata è stato alimentato da interpretazioni che invertono la realtà dei fatti e della norma. È necessario fare chiarezza per evitare che una narrazione distorta penalizzi proprio i vincitori della procedura ordinaria, da sempre individuata dal legislatore come il canale principale e prioritario di accesso al ruolo.
La vera penalizzazione è a danno dell'Ordinario
La realtà storica ci dice che nel 2024 i 519 posti disponibili sono stati assegnati integralmente ai candidati della procedura straordinaria, senza alcuna ripartizione con l’ordinario. Questa assegnazione totale ha creato un credito di posti verso la procedura ordinaria che non può essere ignorato in fase di interpretazione normativa. L’assegnazione dei posti già realizzata fa emergere, infatti, un quadro sorprendente: se guardiamo all’intero triennio emerge che allo straordinario sono stati assegnati un numero di posti pari al 53% di quelli messi a bando, superando ampiamente la quota massima "fino al 40%" stabilita per tale procedura. La vera penalizzazione, dunque, è stata subita dai candidati dell'ordinario, che hanno visto ridursi lo spazio di manovra a causa di uno sbilanciamento a favore della procedura riservata.
Contrariamente a quanto sostenuto da alcuni commentatori, non esiste alcuna "ambiguità interpretativa" che penalizzi il riservato. Al contrario, la realtà del triennio mostra un mancato rispetto delle percentuali previste dal legislatore (almeno il 60% all’ordinario e fino al 40% allo straordinario).
L'inesistenza di una "Prassi Consolidata"
Si sente spesso parlare di una presunta prassi degli anni precedenti basata sul calcolo del 60/40 sul totale delle disponibilità regionali post-mobilità. Tuttavia, non esiste alcuna prassi consolidata in tal senso, poiché nel 2024 le assunzioni sono avvenute esclusivamente dallo straordinario.
Il piano originale per il 2025 prevedeva la "restituzione" dei posti all'ordinario per compensare lo squilibrio dell'anno precedente. Tale restituzione è stata poi superata dalla Legge di Bilancio 2026, che ha ridefinito l'assetto rendendo di fatto nullo ogni richiamo a consuetudini passate che non trovano riscontro nei flussi reali di immissione in ruolo. Tale superamento, però, è a completo svantaggio dei vincitori del Concorso ordinario, i quali, diversamente dai colleghi che sono diventati Dirigenti nel settembre 2025, si sono visti modificare le norme in corso d’opera, con il rischio concreto di una lesione dei diritti acquisiti e consolidati a seguito di superamento del Concorso in posizione utile per le assunzioni.
La Gerarchia delle Procedure: L'Ordinario è Prioritario
Bisogna ricordare un principio cardine del nostro ordinamento: la procedura ordinaria non è "pari" a quella straordinaria. Per sua natura giuridica e formulazione normativa, il concorso ordinario è sempre prioritario.
Le procedure riservate o straordinarie hanno natura eccezionale e transitoria. La norma prevede che il canale di reclutamento standard, volto a garantire il merito e l'apertura a tutti i candidati in possesso dei requisiti, debba avere la precedenza sia nella distribuzione dei posti che nella cronologia delle assunzioni. Pensare di trovare una sorta di “via di mezzo” che contemperi i diritti dei riservisti (che hanno avuto anche la possibilità di partecipare al concorso ordinario e aspirare al doppio scorrimento) e dei vincitori di concorso ordinario è ingiusto verso questi ultimi, i quali, pur essendo vincitori, non hanno potuto avere accesso ai ruoli nel 2025 in misura pari a quella ottenuta dai riservisti nel 2024 poiché le graduatorie dove sono presenti ancora molti vincitori (Veneto, Lombardia, Piemonte, Toscana) sono state saturate nel 2024.
Per tutte le considerazioni sopra esposte, è auspicabile che l’Amministrazione adotti ogni accortezza affinché i provvedimenti attuativi della norma non ledano i diritti dei vincitori del Concorso Ordinario, poiché è verosimile pensare che un’attuazione che non rispetti il principio di imparzialità (art. 97 Costituzione) potrebbe dare adito a contenziosi in quelle Regioni in cui i vincitori del Concorso Ordinario si dovessero vedere superati dai riservisti in fase di assunzione.
I Vincitori del Concorso Ordinario per Dirigenti Scolastici (DDG 2788 del 18/12/2023)