Reggio Emilia, tensione in aula: docente soccorsa dal 118 dopo uno scontro tra alunni

Un episodio di rissa a scuola a Reggio Emilia ha coinvolto una docente di 45 anni, finita in ospedale mentre tentava di dividere due studenti.

12 febbraio 2026 19:30
Reggio Emilia, tensione in aula: docente soccorsa dal 118 dopo uno scontro tra alunni - Ambulanza
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L'incidente, avvenuto nell'istituto di Rivalta, riaccende il dibattito sulla sicurezza negli istituti e sulle nuove norme del Governo Meloni.

La dinamica dell'incidente e l'intervento dei soccorsi

L'episodio si è verificato nella tarda mattinata dell'11 febbraio, intorno all'una, presso un istituto superiore situato nella frazione di Rivalta, a Reggio Emilia. Secondo le prime ricostruzioni, il confronto fisico è scaturito tra due ragazzi di circa 17 anni, appartenenti a classi differenti, per motivi che restano ancora oggetto di accertamento. Nel concitato tentativo di riportare la calma e separare i due contendenti, una professoressa di 45 anni ha perso l'equilibrio, rovinando a terra all'indietro.

Nonostante la caduta sia stata definita accidentale e non frutto di un'aggressione diretta, il personale scolastico ha attivato immediatamente le procedure di emergenza per "naturale prudenza". Sul posto sono giunti i sanitari del 118 con un'ambulanza, che hanno provveduto a trasportare l'insegnante al Pronto Soccorso locale. Fortunatamente, le condizioni della donna non hanno destato particolare preoccupazione, tanto che l'ingresso in ospedale è stato registrato con un codice di bassa gravità. Parallelamente all'assistenza medica, nell'istituto sono intervenuti i Carabinieri per identificare i minori coinvolti e raccogliere le testimonianze, sebbene al momento non risultino provvedimenti giudiziari immediati a carico degli studenti.

Rissa a scuola: la posizione della dirigenza e il dialogo con le famiglie

La dirigente scolastica dell'istituto reggiano ha voluto ridimensionare l'allarme, sottolineando l'eccezionalità dell'evento all'interno di un contesto educativo generalmente tranquillo. Pur non essendo fisicamente presente al momento della zuffa, la preside ha coordinato la gestione dell'emergenza tramite i suoi collaboratori, assicurandosi che le famiglie dei ragazzi venissero tempestivamente informate.

"La professoressa sta bene, l'ho sentita personalmente", ha dichiarato la dirigente, confermando che l'attivazione dei soccorsi è stata dettata da un principio di cautela. L'obiettivo primario della scuola ora è ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti per comprendere le ragioni che hanno portato al parapiglia. L'istituto si è impegnato a valutare eventuali sanzioni disciplinari o percorsi educativi correttivi, ribadendo che simili episodi di violenza, seppur isolati, non possono essere tollerati all'interno delle mura scolastiche.

Il contesto normativo: nuove sanzioni nel Pacchetto Sicurezza

L'episodio di Reggio Emilia, pur essendosi risolto senza gravi conseguenze fisiche, si inserisce in un quadro nazionale che vede un inasprimento delle misure contro la violenza negli istituti. Il recente Pacchetto Sicurezza varato dal governo introduce strumenti più severi per tutelare il personale scolastico. Tra le novità più rilevanti figura l'estensione dell'arresto in flagranza (differita entro 48 ore) per reati di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale commessi contro docenti e presidi.

La riforma prevede inoltre un inasprimento delle pene detentive: chi aggredisce un insegnante rischia ora dai 2 ai 5 anni di reclusione, pena che può salire fino a 16 anni in caso di lesioni gravissime. Oltre all'aspetto penale, il legislatore ha introdotto misure di prevenzione che coinvolgono le famiglie: sono previste sanzioni amministrative pecuniarie, da 200 a 1.000 euro, per i genitori che non vigilano sui figli autori di reati legati al porto di armi improprie, puntando a ristabilire quel patto di corresponsabilità educativa spesso incrinato.

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