Riconferma docente sostegno e passaggio di grado: i vincoli normativi

Il meccanismo di riconferma docente sostegno si lega alla disponibilità del posto e non segue l'alunno nel cambio di ciclo scolastico.

17 febbraio 2026 14:00
Riconferma docente sostegno e passaggio di grado: i vincoli normativi - Docente di sostegno
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La procedura di riconferma docente sostegno per l'anno 2026/27 solleva dubbi sul passaggio tra infanzia e primaria. La normativa privilegia la continuità sul posto assegnato, escludendo automatismi nel cambio di grado nonostante le richieste delle famiglie e il possesso del titolo.

Il vincolo della riconferma docente sostegno sul posto

Nell'ambito della gestione delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), emerge frequentemente una discrasia tra le aspettative pedagogiche delle famiglie e la rigidità dei meccanismi burocratici. Il caso in esame riguarda un insegnante inserito in GPS I fascia che, dopo aver garantito la continuità didattica nella scuola dell'infanzia, si interroga sulla possibilità di seguire l'alunno nel passaggio alla scuola primaria. Sebbene i genitori accolgano con favore tale ipotesi, ritenendola benefica per il percorso educativo del bambino, l'attuale architettura normativa non prevede questa flessibilità.

La procedura di proroga dei contratti, consolidata nell'esperienza dell'anno scolastico 2025/26 e ribadita per il futuro, si fonda su un principio cardine: la riconferma avviene sulla disponibilità del posto in organico e non sulla persona dell'alunno. Di conseguenza, il docente viene riassegnato alla cattedra occupata l'anno precedente per garantire la stabilità dell'organico scolastico, rendendo il legame instaurato con lo studente un elemento accessorio e non vincolante ai fini amministrativi.

Passaggio di grado e procedure GPS 2026/28: cosa prevede la normativa

Analizzando la bozza dello schema di Ordinanza per il biennio delle GPS 2026/28, si nota una chiara linea di continuità con le disposizioni passate. Il testo normativo specifica che l'Ufficio Scolastico Territoriale procede alla conferma del supplente con precedenza assoluta rispetto alle nuove nomine informatizzate, ma esclusivamente "sul posto assegnato l'anno precedente". Questo dettaglio tecnico rappresenta un ostacolo insormontabile per chi desidera transitare dall'infanzia alla primaria, o dalla primaria alla secondaria di primo grado, al seguito dello stesso discente.

Anche qualora il docente possieda il titolo di specializzazione valido per il grado successivo e operi nel medesimo istituto comprensivo, il sistema non contempla una migrazione "verticale" automatica. La logica ministeriale mira a saturare le cattedre esistenti preservando la continuità sull'istituzione scolastica intesa come sede fisica e tipologia di posto, piuttosto che sul progetto educativo individuale del singolo alunno in transizione tra cicli diversi.

Le aspettative delle famiglie contro la rigidità burocratica

La questione tocca un nervo scoperto del sistema scolastico: la discrepanza tra la "continuità affettiva e didattica" richiesta dai PEI (Piani Educativi Individualizzati) e la "continuità contrattuale" gestita dagli algoritmi. Sebbene l'input delle famiglie sia fondamentale per avviare la procedura di richiesta (articolo 14 del D.Lgs 66/2017), questo agisce solo come innesco per la conferma sulla medesima tipologia di posto.

Chi vive quotidianamente la realtà scolastica sa bene che il passaggio di grado rappresenta un momento delicato per gli alunni con disabilità; tuttavia, la norma attuale è netta. Salvo future e improbabili modifiche dell'ultimo minuto all'Ordinanza Ministeriale, il docente che ha ottenuto la riconferma docente sostegno all'infanzia non potrà utilizzare tale priorità per una cattedra alla primaria, dovendo invece sottoporsi nuovamente alla roulette delle assegnazioni delle supplenze o rimanere sul posto precedente, lasciando che l'alunno prosegua il suo percorso con una nuova figura di riferimento.

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