Ricorso dei docenti di sostegno specializzati: in udienza al Tar Lazio il 6 maggio

Approfondimento sul ricorso dei docenti di sostegno specializzati al TAR Lazio contro le nuove regole GPS e l'equiparazione dei punteggi.

A cura di Redazione Redazione
05 maggio 2026 20:05
Ricorso dei docenti di sostegno specializzati: in udienza al Tar Lazio il 6 maggio - Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati
Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati
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Il dibattito sui docenti di sostegno specializzati giunge in tribunale per garantire la qualità educativa nelle scuole italiane. La contestazione riguarda i nuovi criteri ministeriali per le graduatorie, considerati penalizzanti per chi ha affrontato percorsi formativi lunghi.

Docenti di sostegno specializzati al TAR: “Difesa della qualità della formazione e dell’inclusione” – Udienza il 6 maggio

Il Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati annuncia che mercoledì 6 maggio si terrà presso il TAR Lazio l’udienza relativa al ricorso contro le nuove disposizioni sull’aggiornamento delle GPS 2026/2028, introdotte dall’Ordinanza Ministeriale n. 27/2026. Il Collettivo ha inoltre depositato motivi aggiunti, rafforzando le contestazioni già presentate.

Alla base del ricorso vi sono dati aggiornati sulla reale situazione delle graduatorie, che smentiscono la presunta emergenza docenti di sostegno: 58 province risultano già sature, con tutti i posti coperti da personale specializzato. Nell’ultimo anno oltre 22.500 docenti specializzati sono rimasti senza incarico, con una previsione che supera i 40.000 nel 2026, a fronte di un fabbisogno residuo limitato.

Il nodo centrale della contestazione riguarda l’equiparazione del punteggio (12 punti) tra il percorso universitario TFA e i nuovi percorsi INDIRE. Una scelta ritenuta ingiustificata e lesiva dei principi di equità e proporzionalità, considerando le profonde differenze tra i due percorsi: il TFA prevede 60 CFU, selezione in ingresso e tirocinio, mentre i percorsi INDIRE risultano ridotti (40 CFU), privi di selezione e senza tirocinio, con durata anche di soli tre mesi.

Il Collettivo evidenzia inoltre come siano stati disattesi il parere del CSPI, che chiedeva punteggi differenziati, e le necessarie consultazioni con le associazioni rappresentative delle persone con disabilità.
Non si tratta soltanto di una questione di punteggi, ma di qualità dell’inclusione scolastica e tutela del diritto allo studio degli alunni con disabilità. L’equiparazione tra percorsi formativi profondamente diversi rischia di abbassare gli standard professionali e di compromettere l’efficacia dell’intervento educativo.

Il Collettivo confida che il TAR Lazio riconosca l’irragionevolezza delle scelte adottate e ristabilisca criteri equi, nel rispetto della qualità della formazione e della professionalità dei docenti specializzati.

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