Riduzione record della dispersione scolastica in Calabria: il CNDDU plaude ai nuovi dati USR

Il successo ottenuto contro la dispersione scolastica in Calabria testimonia l’efficacia delle nuove politiche di inclusione dell'USR.

A cura di Redazione Redazione
09 maggio 2026 17:45
Riduzione record della dispersione scolastica in Calabria: il CNDDU plaude ai nuovi dati USR - Romano Pesavento
Romano Pesavento
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I risultati ottenuti nel contrasto alla dispersione scolastica in Calabria rappresentano un traguardo fondamentale per l’intero sistema d’istruzione. Attraverso una visione pedagogica integrata e la promozione della cittadinanza attiva, la regione sta costruendo un nuovo modello sociale.

La direttrice generale USR Calabria Loredana Giannicola e la “Calabria educativa”: dalla lotta alla dispersione scolastica un nuovo paradigma di equità, cittadinanza e coesione sociale

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profondo apprezzamento per quanto emerso nell’intervista pubblicata dal quotidiano Italia Oggi in data 9 maggio 2026 alla direttrice generale dell’Ufficio scolastico regionale della Calabria, Loredana Giannicola, in merito alla significativa riduzione della dispersione scolastica nella regione, passata dal 19% del 2020 al 9,7% del 2025 secondo i dati Istat.

Si tratta di un risultato di straordinaria rilevanza educativa, sociale e culturale, che assume un valore ancora più significativo se collocato nel contesto storico e territoriale di una regione spesso raccontata esclusivamente attraverso le proprie fragilità strutturali e le criticità socioeconomiche.

Le riflessioni espresse dalla direttrice Giannicola delineano una visione pedagogica moderna, ampia e culturalmente avanzata, nella quale il contrasto alla dispersione scolastica non viene più interpretato come semplice gestione dell’emergenza, bensì come responsabilità sistemica e progetto collettivo di inclusione, cittadinanza e giustizia sociale.

Particolarmente significativa appare l’idea di una scuola intesa non soltanto come luogo di trasmissione del sapere, ma come ambiente educativo capace di riconoscere la singolarità di ogni studente, valorizzandone potenzialità, aspirazioni, fragilità e identità personali. È una prospettiva che restituisce centralità alla relazione educativa, alla dimensione dell’ascolto e alla costruzione di legami di fiducia, richiamando con forza i principi costituzionali di uguaglianza sostanziale e diritto all’istruzione quali fondamenti imprescindibili di una società democratica e inclusiva.

Il dato calabrese dimostra come la dispersione scolastica non possa essere affrontata esclusivamente attraverso strumenti quantitativi o interventi episodici, ma richieda un investimento culturale profondo, fondato sulla costruzione di comunità educanti coese e sulla capacità delle istituzioni scolastiche di generare appartenenza, partecipazione e prospettive future. In tal senso, il superamento del “paradigma dell’emergenza”, richiamato dalla direttrice Giannicola, rappresenta un passaggio di straordinaria importanza politica ed educativa: significa riconoscere che il disagio scolastico non costituisce un fenomeno marginale o individuale, ma il riflesso di dinamiche sociali complesse che necessitano di interventi strutturali, continuativi e condivisi.

Il CNDDU ritiene particolarmente rilevante anche il riferimento al programma Agenda Sud, descritto nell’intervista come uno strumento capace di riscrivere il rapporto tra scuola, equità e territorio attraverso una prospettiva eco-sistemica dell’educazione. Portare laboratori artistici, musicali, teatrali ed esperienze formative nelle aree periferiche e nei territori interni significa contrastare concretamente le disuguaglianze territoriali, offrendo agli studenti opportunità culturali e relazionali spesso negate dai contesti di partenza. In questo senso, la scuola diventa autentico presidio di democrazia sostanziale e strumento di emancipazione collettiva.

Di particolare valore culturale appare inoltre il superamento di una narrazione stereotipata della Calabria, troppo spesso ridotta alle proprie criticità storiche. Le parole della direttrice Giannicola restituiscono invece l’immagine di una realtà dinamica, attraversata da energie civili, reti territoriali vive, comunità scolastiche resilienti, dirigenti, docenti, famiglie e associazioni impegnati quotidianamente nella promozione del bene comune e nella costruzione di percorsi educativi inclusivi.

Il CNDDU condivide inoltre la riflessione relativa ai divari territoriali e all’isolamento geografico delle aree interne. La dispersione scolastica, infatti, non nasce soltanto dentro le aule, ma si alimenta laddove mancano infrastrutture, servizi, mobilità sociale e opportunità culturali. Quando la scuola resta l’unico presidio educativo in territori fragili, il suo compito si amplia inevitabilmente fino a comprendere funzioni sociali e relazionali spesso gravose. Per tale ragione, il contrasto alle disuguaglianze educative deve necessariamente inserirsi all’interno di una più ampia strategia di giustizia territoriale e coesione sociale.

Altrettanto significativa appare la riflessione richiamata nell’intervista sulle analisi di Pierre Bourdieu circa il rischio che i sistemi educativi possano riprodurre disuguaglianze sociali attraverso meccanismi apparentemente neutrali. È una consapevolezza che richiama il ruolo decisivo della scuola nella costruzione di percorsi realmente inclusivi, capaci di intercettare precocemente il disagio e accompagnare ogni studente verso scelte formative consapevoli. In tale prospettiva, assumono particolare importanza figure come il tutor orientatore, il mentoring educativo e la leadership scolastica, chiamata oggi a coniugare competenze organizzative, responsabilità sociale e visione etica dell’educazione.

L’esperienza calabrese offre oggi all’intero Paese una lezione importante: i territori storicamente segnati da criticità possono trasformarsi in laboratori di innovazione pedagogica e sociale quando le istituzioni scelgono di investire nella scuola come motore di cittadinanza democratica, sviluppo umano e tutela dei diritti fondamentali.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani auspica che tali risultati possano consolidarsi nel tempo e tradursi in una strategia educativa nazionale sempre più orientata all’equità, all’inclusione e alla piena valorizzazione della persona, nella convinzione che il diritto all’istruzione rappresenti il più potente strumento di libertà, partecipazione democratica e dignità civile.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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