Riforma AFAM 2026: tra strategia e risorse, le criticità secondo Anief

Le nuove linee guida per la riforma AFAM 2026 delineano un ruolo centrale per l'alta formazione artistica e musicale in Italia.

27 febbraio 2026 11:30
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L'atto di indirizzo emanato dal MUR per la riforma AFAM 2026 segna un punto di svolta per l'alta formazione artistica nazionale. Il documento punta a integrare pienamente il comparto nei processi strategici del PNRR e della ricerca scientifica, elevando il prestigio internazionale del sistema coreutico e musicale italiano.

Gli obiettivi della riforma AFAM 2026

Il Ministero dell'Università e della Ricerca ha individuato diverse aree di intervento per consolidare il ruolo delle istituzioni artistiche. I punti cardine includono:

  • Integrazione nel PNRR: coinvolgimento diretto nelle fasi di attuazione e stabilizzazione post-2026.

  • Diritto allo studio: potenziamento dei servizi per la disabilità, i DSA e il supporto psicologico agli studenti.

  • Ricerca scientifica: introduzione dei ricercatori nelle dotazioni organiche e nuovi criteri di valutazione qualitativa.

  • Internazionalizzazione: promozione del "Made in Italy" attraverso la diplomazia culturale.

Le criticità legate al finanziamento strutturale

Nonostante il riconoscimento formale, l'organizzazione sindacale ANIEF–AFAM ha sollevato dubbi sulla fattibilità operativa del piano. Il timore principale riguarda l'assenza di un finanziamento strutturale che possa sostenere l'ampliamento delle funzioni assegnate alle istituzioni.

Senza investimenti certi, la transizione ordinamentale rischia di rimanere incompiuta. Le priorità indicate dal sindacato vertono sulla stabilizzazione del personale e sulla necessità di superare le disparità di trattamento rispetto al comparto universitario, sia in termini retributivi che di carriera.

La necessità di decreti attuativi per la ricerca

Secondo Anief un punto critico della riforma AFAM 2026 riguarda la ricerca. Affinché questa funzione diventi una realtà tangibile, è indispensabile l'emanazione di decreti attuativi che definiscano profili professionali chiari e risorse dedicate. La parità sostanziale con l'università passa necessariamente attraverso il riconoscimento dei diritti contrattuali dei docenti e del personale amministrativo.

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