Riforma CUN e vera Autonomia Universitaria: comunicato stampa ANDU
Superare il vecchio CUN per una reale Autonomia Universitaria: serve un nuovo organismo di rappresentanza libero dai poteri forti.
Il dibattito sulla riforma del CUN evidenzia l'urgenza di una vera riforma per garantire l'Autonomia Universitaria. Il sistema attuale è frenato da logiche di potere; serve un organismo democratico che rappresenti l'intero mondo accademico e scientifico nazionale.
SI VUOLE MANTENERE IL CUN VOLUTO DA CRUI, TREEELLLE E PARTITI: È NECESSARIO INVECE UN NUOVO ORGANISMO DI RAPPRESENTANZA E COORDINAMENTO DEL SISTEMA NAZIONALE PER RENDERE LIBERA E AUTONOMA L’UNIVERSITA’
La modifica dell’attuale CUN, ‘riordinato’ nel gennaio del 2006 dalla Legge 18, è stata varata dal Gruppo di lavoro ministeriale per la revisione della Legge 240/2010, cosiddetta Gelmini.
Il ruolo e la composizione del CUN sono stati sostanzialmente “confermati”. Infatti sono state mantenute le attuali funzioni e le attuali 14 aree, apportando alcuni ritocchi: 2 rappresentanti per area anziché 3, elezione diretta dei rappresentati degli studenti oggi indicati dal CNSU, non presenza dei rappresentanti della CRUI e del CODAU, che sarebbero invitati.
Questa ‘riforma’ del CUN era stata sostanzialmente anticipata da Marco Mancini, segretario generale del MUR, nell’incontro con l’ANDU del 19 febbraio 2026.
Si vuole mantenere il CUN voluto da CRUI, TreeLLLe e partiti
La CRUI: è la CRUI a rappresentare e coordinare il sistema
Già il 17 giugno 2004 la CRUI nel suo documento Sulla governance: principi fondamentali e linee-guida, approvato ‘naturalmente’ all’unanimità, scriveva: «Ferme restando le competenze del CUN, alla CRUI spetta il ruolo di rappresentanza istituzionale e coordinamento del sistema nonché di garanzia e tutela dell’autonomia universitaria. La CRUI è interlocutore primario del Ministro nella individuazione delle scelte strategiche, nonché dei criteri per la valutazione delle performances del sistema, oltre che delle eventuali proposte di nuove normative che riguardano la vita degli Atenei.»
La TreeLLLe: il CUN delle corporazioni e la CRUI referente
Ecco quanto scriveva la TreeLLLe (nota) nel 2004 a commento della riforma-svuotamento del CUN:
«È incongrua la configurazione del CUN ‘come organo di rappresentanza delle istituzioni autonome universitarie’, considerato che – per espressa previsione legislativa – esso rappresenta le aree disciplinari e le categorie del personale docente, integrate da una marginale rappresentanza degli studenti, del personale non docente e – simbolicamente – dai Rettori.
Comunque lo si consideri, il CUN è la rappresentazione delle aggregazioni disciplinari e delle corporazioni e sottocorporazioni accademiche (sic!), secondo una logica verticale, neppure più rispondente all’intervenuta riorganizzazione dei saperi.»
La stessa TreeLLLe chiedeva invece di «assumere la Conferenza dei Rettori (Crui) quale referente per la consultazione, il confronto e la verifica del consenso sulle più rilevanti scelte di governo del sistema: ciò in quanto la Crui è espressione dei responsabili della gestione degli atenei e struttura istituzionalmente autonoma e indipendente (sic!) rispetto al Ministero.»
Nota. La TreeLLLe era una confindustriale e trasversale «lobby trasparente», ‘partecipata’ da professori e giornalisti di ‘destra’ e di ‘sinistra’.
I partiti per la CRUI
Nella risoluzione approvata nell’ottobre 2004 all’UNANIMITÀ dalla Commissione Istruzione del Senato sull'Affare assegnato in materia universitaria c’era scritto: «al Consiglio universitario nazionale (CUN) … tocca la rappresentanza dei settori scientifico-disciplinari e la loro organizzazione attraverso una composizione elettiva espressiva esclusivamente della comunità scientifica del Paese», mentre alla «Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI) … tocca la materia riguardante la gestione del sistema e la garanzia della sua autonomia” (v. CUN senza opposizione, maggio 2005)».
Un nuovo Organismo di vera rappresentanza e di coordinamento del Sistema nazionale universitario
Per liberare l’Università italiana e realizzare l’autonomia del Sistema nazionale universitario (basta con la finta autonomia dei singoli Atenei) occorre introdurre un unico Organismo nazionale di autogoverno del Sistema (nota 1).
Un Organismo che per poteri (tra i quali quelli di iniziativa, di proposta e di consultazione della comunità universitaria), composizione e modalità elettorali rappresenti autorevolmente e democraticamente l’intero mondo universitario.
Tutti i rappresentanti dovrebbero essere eletti direttamente e in un unico turno.
In particolare i rappresentanti dei docenti dovrebbero essere divisi proporzionalmente in non più di 6 grandi aree scientifico-disciplinari, con elettorato passivo e attivo comune.
Inoltre dovrebbe essere nominato da questo Organismo il Collegio nazionale di disciplina (nota 2).
Questo nuovo Organismo, alternativo alla CRUI (nota 3), renderebbe finalmente autonoma l’Università italiana dai poteri forti trasversali, interni ed esterni, che da decenni la stanno disfacendo; inoltre si renderebbero finalmente autonomi - da questi stessi poteri - il Governo, il Parlamento e le forze politiche (v. il documento Università. Autonomia o CRUI. Il CUN).