Riforma organici scuola: il punto di Anief su tagli e innovazione
Le nuove disposizioni sugli organici scuola introducono limiti alle classi e riduzioni nei posti di potenziamento per il prossimo biennio.
L'analisi del decreto sugli organici scuola evidenzia criticità strutturali, come il taglio dei posti di potenziamento, ma apre a una possibile riforma istruzione focalizzata sulla flessibilità territoriale. L'Anief monitora la situazione per tutelare la qualità della didattica e i diritti del personale.
I tagli all'organico di potenziamento e il sostegno
L'assetto del personale scolastico per l'anno 2026/2027 risente della riduzione di 1.407 posti di potenziamento. Tale misura, prevista dal decreto legge del 30 aprile 2022, è finalizzata al recupero di risorse da destinare alla formazione incentivata.
Sul fronte dell'inclusione scolastica, si registra invece un lieve incremento dei posti di sostegno, che passano a 128.170 unità. Nonostante il trend positivo per la continuità didattica, resta prioritario trasformare i posti in deroga in posti di organico di diritto per stabilizzare il sistema.
Italiano per stranieri ed educazione motoria
Il decreto prevede circa 762 posti destinati alla classe di concorso A-23 (Italiano per stranieri). Tuttavia, la misura appare limitata: i posti non costituiscono un organico aggiuntivo ma vengono sottratti dal contingente complessivo, senza un obbligo di attivazione per gli istituti.
Analogamente, l'integrazione dell'educazione motoria nella scuola primaria necessita di un quadro normativo più solido. L'obiettivo dovrebbe essere l'estensione a tutte le classi elementari attraverso lo stanziamento di risorse umane supplementari.
Limiti alle classi e flessibilità territoriale negli organici scuola
A partire dall'anno scolastico 2026/2027, il numero totale delle classi nelle scuole secondarie di secondo grado non potrà superare quello registrato nel 2024/2025. Negli istituti tecnici, tale soglia sarà definita da uno specifico decreto ministeriale.
Per bilanciare questo limite, gli Uffici scolastici regionali avranno la facoltà di autorizzare deroghe mirate. Questa flessibilità è fondamentale in contesti geografici difficili o ad alto rischio di dispersione scolastica, specialmente in regioni come la Lombardia e l'Emilia-Romagna, dove la densità degli alunni per classe rimane elevata.
La denatalità come risorsa per il sistema scolastico
Secondo Daniela Rosano, segretaria generale Anief, il calo demografico può trasformarsi in un'opportunità strategica. La riduzione della popolazione studentesca permetterebbe di diminuire il numero di alunni per classe, elevando lo standard dell'offerta formativa.
Inoltre, la generalizzazione delle classi in deroga consente ora a tutte le regioni di applicare parametri flessibili per favorire l'innovazione didattica, superando i vincoli precedentemente limitati solo ai progetti di Agenda sud. Il sindacato continuerà a vigilare affinché l'evoluzione degli organici scuola rispetti le necessità di studenti e lavoratori.