Riforma pensioni: l'INPS estende i sussidi per chi rischia il blocco del reddito [Circolare INPS]

Nuove tutele INPS per evitare il blocco del reddito causato dall'innalzamento dei requisiti per l'accesso alle pensioni nel 2026.

03 aprile 2026 18:45
Riforma pensioni: l'INPS estende i sussidi per chi rischia il blocco del reddito [Circolare INPS] -
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L'ente previdenziale INPS è intervenuto con la circolare n. 41 del 3 aprile per tutelare i lavoratori in uscita anticipata dal mercato. L'obiettivo è garantire la continuità delle pensioni attraverso il prolungamento degli assegni ponte, evitando vuoti economici dovuti ai nuovi adeguamenti alla speranza di vita.

Come l'INPS garantisce la continuità delle pensioni

L'Istituto ha colmato una lacuna normativa derivante dalla Legge n. 199/2025. Quest'ultima ha introdotto un innalzamento graduale dei parametri pensionistici: un mese aggiuntivo nel 2027 e due mesi nel 2028. Tali variazioni rischiavano di interrompere le prestazioni di accompagnamento prima che i beneficiari potessero effettivamente accedere al trattamento pensionistico definitivo.

Attraverso la circolare n. 41, l'INPS ha stabilito che gli strumenti di esodo devono proseguire fino alla prima data utile per la decorrenza della pensione. Questa interpretazione prevale anche qualora la durata del sostegno superi i limiti temporali originariamente previsti dagli accordi aziendali.

Le categorie di lavoratori interessate dal provvedimento

Il rischio di una sospensione del reddito riguardava principalmente chi ha aderito a programmi di uscita anticipata come:

  • Isopensione: dedicata al settore privato per anticipi fino a sette anni.

  • Contratti di espansione: rivolti alla riorganizzazione aziendale e al ricambio generazionale.

  • Fondi di solidarietà: assegni straordinari per i settori del credito, assicurativo e cooperativo.

Grazie alla nuova disposizione, le aziende continueranno a versare la provvista e la contribuzione correlata all'INPS fino alla maturazione dei nuovi requisiti per le pensioni.

Gestione delle domande e tutela dei diritti pregressi

Un punto cruciale riguarda i soggetti che hanno interrotto l'attività lavorativa entro il 31 gennaio 2026. Per questi lavoratori, le domande di accesso alle prestazioni devono essere accolte basandosi sulle stime precedenti. Sono inclusi in questa protezione anche gli iscritti alle Casse pubbliche (CPDEL, CPS, CPI e CPUG) soggetti all'allungamento delle finestre di uscita.

Inoltre, l'istituto ha previsto il riesame delle istanze precedentemente respinte. Su richiesta del datore di lavoro e previo accordo con il lavoratore, le sedi territoriali potranno rivalutare le pratiche bloccate a febbraio, garantendo la riammissione ai benefici secondo le nuove direttive.

La Circolare INPS

Circolare-numero-41-del-03-04-2026

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