Ultime notizie rinnovo contratto statali – Secondo la UIL l’attuale situazione di stallo circa il rinnovo dei contratti degli statali dipende dal Mef e dalla mancanza di risorse da parte di questo ministero. Non solo, ma lo stesso dicastero starebbe anche prevaricando le sue competenze sulle trattative tra i sindacati e l’Aran. Intanto, si viene a conoscenza anche dell’opinione del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) a proposito della regolare cadenza nel rinnovo triennale dei contratti pubblici. Tale organo chiarisce infatti che confermare la tempistica del rinnovo contrattuale favorirebbe il percorso verso un autentico ammodernamento della Pubblica Amministrazione.

Rinnovo contratto statali fermo al palo: per i maggiori sindacati la causa è dovuta all’ingerenza del Mef

Il tema del rinnovo contrattuale per gli statali è allo stato attuale del tutto congelato. Neanche le rivendicazioni sindacali di queste ultime settimane attraverso l’annuncio dello stato di agitazione sono servite a provocare una minima reazione da parte dell’Amministrazione e del governo italiano. Insomma, tutto è fermo senza un motivo apparente. Rimangono solo le dichiarazioni ben auguranti del ministro della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone, la quale in più circostanze si è limitata solamente ad annunciare i buoni propositi del governo verso un urgente rinnovo dei contratti dei dipendenti statali.

A detta delle maggiori sigle sindacali, le reali motivazioni circa la fase attuale di stallo rispetto a questo argomento dipendono solo ed esclusivamente dalla mancanza delle risorse economiche da destinare al comparto della PA. Rinnovare i contratti degli statali significherebbe er questi ultimi anche recuperare a pieno titolo il loro potere d’acquisto, fermo oramai da quasi dieci anni a causa del blocco della contrattazione.

L’attenzione a questa tematica oggi è altissima tanto che si parla di frizioni e tensioni tra sindacati e governo. Questa palese ed evidente situazione è avvalorata anche dall’opinione non del tutto pacata della CISL, una delle poche organizzazioni sindacali distintasi sempre per la sua pacatezza e per la sua moderazione. Lo stesso sindacato ha persino denunciato la mancanza all’interno della Legge di Bilancio 2020 di una concreta soluzione che metta fine a questo continuo lassismo. La CISL, infatti, in tal senso ha chiesto all’attuale esecutivo di governo il ripristino delle trattative con la convocazione urgente di un tavolo di confronto e di concertazione.

Rinnovo contratto statali, le dichiarazioni inconfondibili dei vertici sindacali: non ci sono le risorse promesse solo a parole

A quanto pare quindi nella Legge di Bilancio recentemente approvata non sono previste risorse su questo argomento. Dalle parole ai fatti, insomma, qualcosa è andato storto. Ecco cosa dichiara il segretario generale della CISL Funzione Pubblica, Maurizio Petriccioli: “Dopo l’incontro con il Presidente Conte e gli esponenti del Governo abbiamo purtroppo preso atto che nella Legge di Bilancio non vi saranno risorse sufficienti per rispondere alle sacrosante aspettative delle lavoratrici, dei lavoratori e dei professionisti di un comparto che ha bisogno come il pane di valorizzazione professionale, revisione dei profili di classificazione, superamento del precariato, risposte per gli idonei, stop alle interpretazioni unilaterali da parte degli Enti e il superamento di quelle odiose disparità che ancora permangono tra privato e pubblico, a scapito di quest’ultimo, e che oggi anche l’ARAN ha certificato nel rapporto sulle retribuzioni”.

Rincara la dose a proposito del ruolo del Mef su questo argomento anche un’altra sigla sindacale importante come la UIL. In questo caso a dichiarare tutte le sue contrarietà nei confronti del ruolo svolto dal Mef a proposito del mancato rinnovo contrattuale degli statali è Nicola Turco, segretario generale della UIL PA: “Anche sulla partita dei contratti del Pubblico Impiego, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha esercitato il suo potere di veto negando le risorse necessarie per consentire dei rinnovi contrattuali allineati a quelli degli altri settori del mondo del lavoro”.

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