Riunioni telematiche a scuola e attività collegiali a distanza: le regole in una Nota del MIM, critica la UIL Scuola
Il MIM regola lo svolgimento telematico delle attività collegiali a distanza dopo il confronto con i sindacati.
Le attività collegiali a distanza entrano nella fase operativa. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha inviato alle scuole la nota che ne regola lo svolgimento telematico. Il testo riguarda il Collegio dei docenti, i Consigli di classe, di interclasse e di intersezione e i GLO. Arriva a valle del confronto con le organizzazioni sindacali e apre a un nuovo modo di riunirsi.
Come cambiano le attività collegiali a distanza
La nota dà attuazione all'art. 44, comma 6 del CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021. Le scuole potranno svolgere online, in tutto o in parte, le riunioni con potere deliberativo. Rientrano nel perimetro il Collegio dei docenti, i Consigli di classe, di interclasse e di intersezione e i Gruppi di Lavoro Operativo. La disposizione diventa concreta a oltre due anni e mezzo dall'entrata in vigore del contratto. Ogni scuola resta libera di decidere se adottare o meno questa possibilità, senza alcun obbligo automatico.
Le garanzie tecniche per il voto
Il documento tecnico allegato alla nota fissa i requisiti minimi per riunirsi online in modo sicuro. L'obiettivo è proteggere la validità delle delibere e la riservatezza dei dati. Le condizioni da rispettare sono precise:
il voto personale e univoco di ogni membro;
la trasparenza e la verificabilità delle procedure;
la sicurezza dei sistemi utilizzati;
la tutela dei dati personali.
In assenza di queste garanzie, la seduta telematica non può considerarsi valida e le decisioni prese rischiano di essere contestate in un secondo momento.
Il ruolo del regolamento d'istituto
La scelta non è automatica. Ogni istituto deve aggiornare il proprio Regolamento per introdurre le riunioni a distanza. La nota richiama l'orientamento applicativo ARAN del 12 giugno 2024, che affida proprio al regolamento questa disciplina. Nel confronto tra Ministero e sindacati è emerso che lo strumento più adatto è il lavoro agile. Le scuole dovranno quindi formalizzare regole chiare prima di attivare la modalità online, sempre nel rispetto dei criteri indicati dal Ministero.
Il nodo del lavoro agile per il personale ATA
Per la UIL Scuola il tema non può fermarsi ai docenti. Il sindacato, che non ha firmato il CCNL 2019-2021, chiede che il lavoro agile diventi uno strumento stabile anche per il personale ATA: assistenti amministrativi, assistenti tecnici e funzionari dell'elevata qualificazione. I monitoraggi citati mostrano che lo smart working è ormai diffuso nella pubblica amministrazione. Applicato con criterio, può migliorare l'organizzazione, la conciliazione tra vita e lavoro e l'efficienza dei servizi. La richiesta è di inserirlo nel rinnovo del CCNL 2025-2027 con tutele certe.
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