SAESE presenta un reclamo Collettivo al CEDS: trasparenza e scioperi scuola
Il depositato del Reclamo Collettivo al CEDS denuncia la mancanza di trasparenza del Dipartimento della Funzione Pubblica sugli scioperi scuola.
L'organizzazione sindacale SAESE ha depositato un Reclamo Collettivo per denunciare la mancanza di trasparenza del Dipartimento della Funzione Pubblica. Tale omissione lede i diritti sindacali nel comparto scuola, ostacolando l'informazione corretta per lavoratori, studenti e famiglie coinvolte.
Reclamo collettivo al CEDS sulla trasparenza degli scioperi nella scuola
Abbiamo depositato presso il Comitato Europeo dei Diritti Sociali (CEDS) il Reclamo Collettivo n. 258/2026, denunciando violazioni sistemiche dei diritti sindacali e degli obblighi di trasparenza nel pubblico impiego, con particolare riferimento al comparto scuola.
Al centro del reclamo vi è la condotta del Dipartimento della Funzione Pubblica, che ha cessato la pubblicazione integrale e tempestiva degli atti relativi agli scioperi, inclusi proclamazioni, revoche e differimenti. Riteniamo che tale omissione limiti l’accesso a informazioni essenziali, comprometta la certezza delle relazioni sindacali e incida concretamente sull’esercizio del diritto di sciopero.
Nel comparto scuola, questa situazione ha effetti particolarmente gravi: la mancanza di trasparenza rende più difficile la programmazione delle attività didattiche e incide su lavoratori, studenti e famiglie.
Abbiamo inoltre chiamato in causa la Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), alla quale ci siamo rivolti già nel 2024 tramite accesso civico. A fronte di un’archiviazione priva di adeguata istruttoria e del mancato riscontro ai nostri successivi solleciti, riteniamo che sia venuto meno un rimedio effettivo a livello nazionale.
A nostro avviso, tali condotte violano principi fondamentali della Carta Sociale Europea, tra cui il diritto di organizzazione, il diritto di sciopero e il diritto all’informazione.
Attendiamo ora che il Comitato Europeo dei Diritti Sociali valuti l’ammissibilità del reclamo, nella convinzione che questa iniziativa possa rafforzare la trasparenza e la tutela dei diritti sindacali nel pubblico impiego.