SAESE presenta un reclamo Collettivo al CEDS: trasparenza e scioperi scuola

Il depositato del Reclamo Collettivo al CEDS denuncia la mancanza di trasparenza del Dipartimento della Funzione Pubblica sugli scioperi scuola.

A cura di Redazione Redazione
21 marzo 2026 18:45
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L'organizzazione sindacale SAESE ha depositato un Reclamo Collettivo per denunciare la mancanza di trasparenza del Dipartimento della Funzione Pubblica. Tale omissione lede i diritti sindacali nel comparto scuola, ostacolando l'informazione corretta per lavoratori, studenti e famiglie coinvolte.

Reclamo collettivo al CEDS sulla trasparenza degli scioperi nella scuola

Abbiamo depositato presso il Comitato Europeo dei Diritti Sociali (CEDS) il Reclamo Collettivo n. 258/2026, denunciando violazioni sistemiche dei diritti sindacali e degli obblighi di trasparenza nel pubblico impiego, con particolare riferimento al comparto scuola.

Al centro del reclamo vi è la condotta del Dipartimento della Funzione Pubblica, che ha cessato la pubblicazione integrale e tempestiva degli atti relativi agli scioperi, inclusi proclamazioni, revoche e differimenti. Riteniamo che tale omissione limiti l’accesso a informazioni essenziali, comprometta la certezza delle relazioni sindacali e incida concretamente sull’esercizio del diritto di sciopero.

Nel comparto scuola, questa situazione ha effetti particolarmente gravi: la mancanza di trasparenza rende più difficile la programmazione delle attività didattiche e incide su lavoratori, studenti e famiglie.

Abbiamo inoltre chiamato in causa la Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), alla quale ci siamo rivolti già nel 2024 tramite accesso civico. A fronte di un’archiviazione priva di adeguata istruttoria e del mancato riscontro ai nostri successivi solleciti, riteniamo che sia venuto meno un rimedio effettivo a livello nazionale.

A nostro avviso, tali condotte violano principi fondamentali della Carta Sociale Europea, tra cui il diritto di organizzazione, il diritto di sciopero e il diritto all’informazione.

Attendiamo ora che il Comitato Europeo dei Diritti Sociali valuti l’ammissibilità del reclamo, nella convinzione che questa iniziativa possa rafforzare la trasparenza e la tutela dei diritti sindacali nel pubblico impiego.

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