Sciopero scuola, SISA: 'Ecco le ragioni della protesta del 27 marzo'
Il sindacato SISA annuncia uno sciopero scuola per il 27 marzo 2026 mirato a ottenere tutele per il personale e una riforma istruzione.
La mobilitazione nazionale indetta dal sindacato SISA per lo sciopero scuola del 27 marzo 2026 coinvolge attivamente tutto il personale scolastico. L'agitazione mira a sollecitare una profonda riforma istruzione che affronti le criticità contrattuali e strutturali che oggi affliggono il sistema educativo italiano, garantendo stabilità lavorativa e adeguamenti salariali necessari.
Le ragioni dello sciopero scuola del 27 marzo
L'agitazione proclamata dal SISA si fonda su istanze di riorganizzazione radicale della carriera docente e amministrativa. Tra le richieste principali figura la trasformazione del ruolo del dirigente scolastico in una figura elettiva scelta dal collegio docenti, superando l'attuale sistema concorsuale.
Parallelamente, il sindacato richiede l'assunzione immediata ope legis su tutti i posti vacanti per ogni ordine e grado, oltre alla creazione di un ruolo unico per i docenti che uniformi orari e retribuzioni dalla scuola dell'infanzia alle superiori.
Interventi per il personale ata e nuovi programmi
La protesta si estende anche al personale scolastico non docente. Il SISA reclama l'immissione in ruolo su tutti i posti disponibili per il profilo ATA, semplificando l'accesso per i collaboratori scolastici attraverso il possesso del diploma di licenza media.
Dal punto di vista didattico, la piattaforma rivendicativa propone l'integrazione dello studio delle lingue araba, russa e cinese nei programmi delle scuole secondarie superiori, al fine di internazionalizzare l'offerta formativa.
Richieste economiche e previdenziali nel settore istruzione
Il versante economico rappresenta un punto cardine dello sciopero scuola. I promotori chiedono un aumento netto degli stipendi pari ad almeno il 20%, necessario per compensare l'inflazione degli ultimi anni.
In ambito previdenziale, si richiede l'accesso al pensionamento volontario dall'anno scolastico 2026/27 per il personale con invalidità civile superiore al 67%. La proposta prevede l'uscita con almeno trent'anni di contributi, applicando una decurtazione minima per ogni anno mancante rispetto alla soglia dei quarant'anni di servizio.