Sciopero scuola Unicobas: i motivi della protesta del 20 aprile
Lo sciopero scuola indetto da Unicobas chiede stipendi europei, la quattordicesima e il rifiuto del taglio delle vacanze estive per il personale.
Il prossimo sciopero scuola del 20 aprile mette al centro della mobilitazione il recupero del potere d'acquisto e il rinnovo del contratto scuola. Il sindacato Unicobas contesta fermamente le recenti proposte di riduzione delle ferie estive e richiede tutele economiche immediate per i docenti e per tutto il personale ATA.
Le ragioni della protesta e lo sciopero scuola
La mobilitazione nasce innanzitutto come reazione alla proposta di ridurre di dieci giorni le vacanze estive dei docenti. Unicobas considera questa ipotesi un affronto alla categoria, sottolineando come la priorità dovrebbe essere invece l'investimento nell'edilizia scolastica. Attualmente, gran parte degli istituti non rispetta le norme di sicurezza o manca di agibilità e sistemi di climatizzazione adeguati.
Oltre alle questioni logistiche, il sindacato esprime un netto dissenso verso la visione aziendalista del sistema d'istruzione. Sotto accusa finiscono i percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento (ex Pcto) e le prove Invalsi, ritenute strumenti di valutazione eccessivamente nozionistici che non valorizzano la complessità del percorso educativo.
Le criticità del nuovo contratto scuola
L'accordo contrattuale firmato recentemente è giudicato insufficiente a coprire la perdita del potere d'acquisto causata dall'inflazione degli ultimi anni. Le richieste dei lavoratori puntano a un adeguamento agli standard europei attraverso:
L'introduzione della quattordicesima mensilità.
Un aumento mensile netto di 1.000 euro per i docenti e 550 euro per il personale ausiliario.
Una provvisionale immediata di 200 euro netti al mese.
Il sindacato denuncia che gli aumenti attuali, circa 106 euro netti per i docenti e 88 euro per il personale non docente, restano ben al di sotto delle reali necessità di sussistenza e degli stipendi medi dei colleghi dell'Unione Europea.
Richieste per il personale ATA e la riforma dei tecnici
Un altro punto focale riguarda il personale ATA. Si richiede l'assunzione di almeno 30.000 collaboratori scolastici e altrettanti tecnici e segretari per garantire il corretto funzionamento dei servizi. Parallelamente, viene contestata la riforma che intende ridurre la durata degli istituti tecnici a quattro anni, paventando il rischio di un esubero di posti di lavoro e un calo della qualità formativa.
Sul fronte del reclutamento, la proposta prevede l'attivazione di un doppio canale per le assunzioni, attingendo per il 50% dalle graduatorie dei precari, oltre alla stabilizzazione dei docenti specializzati sul sostegno.
Autonomia differenziata e modello del preside elettivo
La critica si estende anche all'attuazione dell'autonomia regionale differenziata, che secondo i manifestanti rischierebbe di aumentare i divari territoriali tra le scuole del Paese. Il sindacato rifiuta ogni forma di privatizzazione, come il meccanismo del silenzio-assenso per i fondi pensione o l'assicurazione sanitaria integrativa.
In alternativa al modello attuale del "preside-manager", si propone l'istituzione del preside elettivo, seguendo l'esempio del sistema scolastico spagnolo, per riportare la gestione degli istituti in una dimensione più democratica e partecipativa.