Scuola: le precisazioni di Mario Pittoni sugli elenchi regionali e le assunzioni

Il dibattito sugli elenchi regionali e il futuro del reclutamento docenti: tra doppio canale e nuove strategie strutturali con l'Europa.

26 aprile 2026 09:00
Scuola: le precisazioni di Mario Pittoni sugli elenchi regionali e le assunzioni - Mario Pittoni - Responsabile Dipartimento Istruzione già Presidente Commissione Cultura Senato
Mario Pittoni - Responsabile Dipartimento Istruzione già Presidente Commissione Cultura Senato
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Gli elenchi regionali rappresentano un punto di svolta nel reclutamento scolastico. Nonostante le critiche, questa misura punta a creare un sistema strutturale per stabilizzare i docenti idonei, superando finalmente la logica del precariato infinito e dei concorsi a catena.

Le precisazioni di Mario Pittoni sulla riforma del reclutamento: dagli elenchi regionali allo scorrimento delle graduatorie

In un recente “question time” di OrizzonteScuola il sindacalista Antonio Antonazzo ha affermato che chi mescola gli elenchi regionali col doppio canale farebbe "confusione", aggiungendo di temere "poche assunzioni" da questa cosa. In realtà il collegamento con il doppio canale c'è, anche se ovviamente non siamo ancora all'articolata costruzione sulla quale si sta ragionando con l'Europa, di cui gli elenchi regionali costituiranno un pezzo importante.

Sull'assegnazione agli idonei Pnrr delle graduatorie ad esaurimento avevamo incontrato difficoltà, aggirate con gli elenchi regionali senza scadenza che hanno una particolarità non di poco conto: rappresentano la prima apertura della Commissione europea a un pilastro del nostro progetto di doppio canale.

E cioè a forme di reclutamento "strutturali" che non prevedano ulteriori prove selettive, gettando le basi affinché chi desidera intraprendere la carriera del docente non si ritrovi più a entrare in una sorta di "selezionificio" senza fine. Un percorso lungo, complesso e costoso che troppe volte non ha garantito l'ingresso stabile nel sistema scolastico, ma solo anni di precariato e continui passaggi da una procedura all’altra.

Riguardo ai posti, ho più volte sottolineato, che si va ad attivare un meccanismo che in prima battuta non potrà garantire un elevato numero di assunzioni intervenendo solo nella distribuzione di quelli al momento disponibili; mentre in seconda battuta, superati i concorsi Pnrr, contiamo si riproducano le condizioni del 2023 quando, non disponendo ancora dei vincitori del Pnrr1, furono per esempio assunti oltre 22mila idonei dell'ordinario 2020.

Non a caso, con l'ultima Manovra abbiamo impegnato il Governo a valutare la sospensione o la limitazione dell’indizione di nuovi concorsi per profili professionali già presenti in graduatorie vigenti, privilegiandone lo scorrimento.

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