Semestre filtro: il Tar conferma la regolarità del sistema
La sentenza del Tar del Lazio respinge i ricorsi sul semestre filtro e conferma la regolarità delle nuove selezioni accademiche.
Il Tribunale Amministrativo Regionale ha stabilito che il semestre filtro introdotto per regolare l'accesso a medicina è pienamente legittimo. La sentenza chiarisce che la selezione basata sul superamento di esami universitari curriculari non costituisce un'irregolarità, garantendo la stabilità del nuovo modello formativo.
La decisione del Tar del Lazio sulla selezione
I giudici hanno rigettato le istanze presentate dai candidati che avevano partecipato alle prove tra novembre e dicembre. Il tribunale ha stabilito che subordinare l’ingresso alla facoltà al superamento di specifici esami con la sufficienza non è una scelta irragionevole. Questi test non sono semplici barriere all'ingresso, ma vere e proprie prove accademiche che incidono direttamente sulla carriera dello studente.
I criteri delle graduatorie e il decreto ministeriale
Uno dei punti centrali del contenzioso riguardava il decreto n. 1115/2025. Il Ministero dell’Università ha permesso l’inserimento in graduatoria anche a chi non aveva raggiunto la sufficienza in tutte le materie scientifiche (biologia, chimica e fisica), a patto di recuperare i debiti formativi.
Il Tar ha ritenuto questa integrazione compatibile con la par condicio.
Le regole originarie non sono state stravolte ma integrate per favorire il merito e il legittimo affidamento.
Immatricolazione e rispetto dell'anonimato nel semestre filtro
La sentenza ha inoltre confermato due aspetti tecnici fondamentali per la validità delle procedure:
Decadenza del posto: Chi non perfeziona l'iscrizione nella sede assegnata perde il diritto all'immatricolazione. Questa norma è stata giudicata necessaria per la corretta gestione dei flussi universitari.
Segretezza delle prove: Le contestazioni sull'uso di etichette numeriche sui banchi sono state definite infondate. Non vi è alcuna prova che i compiti siano stati consegnati in modo da violare l'anonimato dei candidati o collegare gli elaborati ai singoli partecipanti.