Sequestro di persona: madre incriminata per vendetta contro un bullo nello Utah (USA)

Una donna di Provo è indagata per il presunto sequestro di persona di un undicenne accusato di aver bullizzato la figlia.

28 marzo 2026 08:30
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Il sistema giudiziario dello Utah ha formalizzato l'accusa di sequestro di persona verso una quarantenne di Provo. La donna avrebbe prelevato un minore di undici anni per costringerlo a scusarsi con la figlia, vittima di presunte molestie scolastiche, scatenando un caso legale complesso che vede coinvolti maltrattamenti aggravati e disagio emotivo.

Ricostruzione dell'episodio a Provo

I fatti contestati risalgono al settembre 2025. Secondo quanto emerso dai documenti depositati in tribunale, la donna si sarebbe messa alla guida della propria vettura con l'intento di rintracciare il bambino. Dopo averlo intercettato mentre percorreva la strada in bicicletta, lo avrebbe costretto a salire a bordo per condurlo presso la propria abitazione.

L'azione sarebbe stata motivata dalla convinzione che il minore tormentasse da tempo i figli della donna, alcuni dei quali presentano bisogni speciali. Una volta raggiunta la destinazione, l'undicenne sarebbe stato obbligato a porgere le proprie scuse per l'ultimo episodio di attrito verificatosi a scuola.

Dinamica del sequestro di persona e accuse legali

L'accusa sostiene che la donna abbia utilizzato minacce verbali, menzionando possibili ripercussioni fisiche da parte del marito. Tale condotta avrebbe generato nel bambino stati di ansia e un profondo disagio emotivo. Dopo aver ottenuto le scuse, l'imputata ha riaccompagnato il ragazzino a casa, ma il racconto dei fatti ai genitori ha fatto scattare immediatamente la denuncia.

Attualmente, la quarantenne è indagata a piede libero per sequestro di persona e maltrattamenti aggravati su un minore. Nonostante la gravità delle imputazioni, la donna rigetta ogni accusa, sostenendo di aver agito esclusivamente per redarguire il giovane e proteggere la propria famiglia.

La posizione della difesa e le tensioni tra minori

I legali della donna hanno dichiarato che le accuse provengono da un soggetto problematico e non corrispondono alla realtà dei fatti. La difesa punta a presentare prove relative alle continue difficoltà e al bullismo che i figli della cliente avrebbero subito all'interno dell'ambiente scolastico, criticando l'efficacia delle misure di sicurezza adottate dalla dirigenza dell'istituto.

Di contro, la madre del bambino offre una versione radicalmente opposta. Secondo la sua testimonianza, la situazione sarebbe nata da un eccessivo interesse della figlia della donna verso l'undicenne. Il rifiuto di quest'ultimo, espresso attraverso un commento sgarbato, avrebbe innescato la reazione sproporzionata della madre, culminata nel presunto sequestro di persona.

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