Settimana dell'Inclusione: Macerata capitale della pedagogia speciale
La Settimana dell'Inclusione di Macerata chiude con oltre 8mila presenze, confermandosi il principale evento accademico italiano del settore.
La Settimana dell’Inclusione 2026 ha trasformato l'Università di Macerata in un punto di riferimento nazionale. Con oltre ottomila partecipanti, l'evento ha promosso il dialogo multidisciplinare e la pedagogia speciale, unendo istituzioni e terzo settore in un impegno concreto.
Settimana dell’Inclusione 2026: oltre 8mila presenze per il più grande appuntamento accademico italiano dedicato all’inclusione
Sei giorni, più di 50 eventi e circa 100 realtà coinvolte tra università, istituzioni e terzo settore
Oltre ottomila presenze complessive, più di cinquanta appuntamenti tra convegni, laboratori e momenti di confronto, circa cento realtà coinvolte tra università, istituzioni, associazioni e imprese. Sono i numeri della nona edizione della Settimana dell’Inclusione dell’Università di Macerata, svoltasi dal 23 al 28 marzo, che si conferma il più grande appuntamento accademico italiano dedicato alla pedagogia speciale e all’inclusione sociale.
Un programma articolato, diffuso e multidisciplinare ha animato per sei giorni l’Ateneo e la città, con una media di circa 1.200 presenze quotidiane e oltre 700 partecipanti nella giornata conclusiva, culminata con il Premio Inclusione 3.0. Accanto ai convegni e seminari scientifici con esperti nazionali e internazionali, ampio spazio è stato dedicato ai laboratori tecnologici del Centro TIncTec, alle dirette con autori e autrici dal Social@b, agli eventi sportivi e ai momenti di testimonianza.
La portata nazionale e internazionale dell’iniziativa emerge anche dalla rete dei partecipanti: circa 50 università e centri di ricerca, tra cui 35 atenei italiani e 15 stranieri, affiancati da una ventina di realtà del terzo settore e da numerosi enti pubblici, istituzioni e partner tecnici. A questi si aggiungono i 30 progetti premiati nel corso del Premio Inclusione 3.0, espressione di buone pratiche provenienti da tutta Italia e dall’estero.
Questi numeri non misurano soltanto la partecipazione, ma raccontano la forza di una comunità che sceglie il dialogo e la corresponsabilità di fronte alle sfide dell’inclusione”, sottolinea il rettore John McCourt. “La Settimana dell’Inclusione dimostra che l’Università di Macerata sa essere un luogo aperto, capace di connettere ricerca, territorio e società civile. L’inclusione non è un principio astratto, ma un impegno quotidiano che prende forma in azioni, relazioni e responsabilità condivise.
A evidenziare il valore scientifico e culturale dell’iniziativa è Catia Giaconi, prorettrice e presidente della Società italiana di pedagogia speciale (Sipes): “Questa edizione ha mostrato con chiarezza come la ricerca pedagogica possa generare modelli inclusivi innovativi e sostenibili. Il dialogo tra discipline e tra attori diversi rende questa esperienza un vero laboratorio permanente, capace di trasformare la conoscenza in pratiche e impatto reale.”
Sottolinea il valore della rete e della partecipazione anche la delegata all’inclusione Noemi Del Bianco: “La Settimana dell’Inclusione si conferma come piattaforma di co-progettazione e scambio, capace di mettere in rete saperi, esperienze e pratiche per costruire una società più equa e partecipativa.”
Determinante il contributo delle associazioni e del terzo settore – tra cui Sipes, FISH, ANFFAS, ENS, UICI, AIPD, FAND – insieme al coinvolgimento di enti istituzionali come Regione Marche, Comuni del territorio, INPS, INDIRE e Garante regionale dei diritti della persona, Fondazione Marche Cultura, ATS 15. Importante anche la presenza di partner impegnati nello sviluppo di tecnologie e servizi per l’accessibilità.
Alla base di questi risultati c’è stato un intenso lavoro organizzativo, che ha coinvolto oltre quaranta persone tra studenti, dottorandi, docenti e personale tecnico-amministrativo. Da segnalare anche il contributo delle giornaliste Giusi Minnozzi e Tiziana Tiberi, che hanno accompagnato a titolo gratuito le dirette social con professionalità e garbo, e di Stefano Buttafuoco, che ha condotto la cerimonia conclusiva con ritmo e partecipazione.