Shein nel mirino dell'Europa: si indaga su presunti contenuti illegali e dipendenza

Bruxelles avvia la procedura formale contro il colosso cinese: nel mirino presunte violazioni del Digital Services Act e vendita di merce vietata.

18 febbraio 2026 18:00
Shein nel mirino dell'Europa: si indaga su presunti contenuti illegali e dipendenza - SHEIN
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La Commissione Europea ha ufficialmente aperto un fascicolo contro Shein. Al centro dell'inchiesta la presunta vendita di prodotti illeciti e l'uso di design manipolativi che violerebbero le norme del mercato unico digitale, mettendo a rischio la sicurezza degli utenti.

L'escalation di Bruxelles contro il gigante del fast fashion

Il braccio di ferro tra le istituzioni comunitarie e le grandi piattaforme extra-europee segna un nuovo, decisivo capitolo. La Commissione Europea ha elevato il livello di scontro avviando un procedimento formale contro Shein, invocando i poteri conferiti dal Digital Services Act (DSA). Non si tratta di un fulmine a ciel sereno, bensì del culmine di una fase pre-istruttoria meticolosa: gli uffici di Bruxelles avevano già inviato tre distinte richieste di informazioni — datate 28 giugno 2024, 6 febbraio 2025 e 26 novembre 2025 — per sondare la conformità del marketplace. L'indagine, che segue un'analoga iniziativa intrapresa dalla Francia nel novembre 2025, conferisce ora all'UE l'autorità di imporre sanzioni finanziarie severe o misure provvisorie qualora venissero confermati i rischi sistemici per i consumatori. L'obiettivo dichiarato è verificare se i meccanismi interni del colosso cinese siano sufficientemente robusti da impedire la diffusione di articoli non conformi nel mercato unico.

Le accuse a Shein: dai prodotti illeciti ai "dark pattern"

Il cuore del fascicolo aperto a Bruxelles tocca nervi scoperti della sicurezza online, andando ben oltre la semplice violazione commerciale. Sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti vi sono i sistemi di raccomandazione della piattaforma, accusati di mancare di trasparenza e di utilizzare design ingannevoli — noti come dark pattern — potenzialmente in grado di generare dipendenza negli utenti. Tuttavia, l'aspetto più allarmante riguarda la presunta inefficacia dei filtri nel bloccare merce illegale. Nello specifico, l'indagine si concentrerà sulla disponibilità di bambole sessuali con fattezze infantili, articoli che rientrano nella categoria della pedopornografia virtuale. Henna Virkkunen, vicepresidente della Commissione con delega alla sovranità tecnologica, è stata perentoria: la legge sui servizi digitali non ammette zone d'ombra, garantendo che ciò che è illegale offline lo sia anche online, tutelando il benessere psicofisico degli acquirenti europei.

La difesa della piattaforma e le misure di verifica dell'età

Di fronte alla formalizzazione delle accuse, la reazione del gigante dell'e-commerce non si è fatta attendere, mantenendo una linea collaborativa. I vertici di Shein hanno ribadito il loro impegno nel rispettare gli obblighi del Digital Services Act, sottolineando come la protezione dei minori e la mitigazione dei rischi siano priorità assolute nello sviluppo della loro infrastruttura digitale. In una nota ufficiale, l'azienda ha evidenziato di aver intensificato gli investimenti nella compliance normativa negli ultimi mesi, lavorando a stretto contatto con le autorità europee. Tra le contromisure annunciate spicca l'implementazione di un nuovo sistema di verifica dell'età, basato su tecnologie di terze parti, progettato per impedire ai minori l'accesso a contenuti destinati a un pubblico adulto, nel tentativo di arginare le criticità emerse e ripristinare la fiducia istituzionale.

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