Sicurezza durante le gite scolastiche, CNDDU: 'Verso un nuovo patto'

Un nuovo modello di sicurezza durante gite scolastiche per prevenire incidenti e promuovere la responsabilità condivisa tra docenti e studenti.

A cura di Redazione Redazione
06 maggio 2026 09:00
Sicurezza durante le gite scolastiche, CNDDU: 'Verso un nuovo patto' - Romano Pesavento
Romano Pesavento
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Il drammatico incidente di Lignano impone una seria analisi sulla sicurezza durante le gite scolastiche. È necessario un approccio educativo che coinvolga famiglie e istituzioni per garantire una maggiore tutela dei giovani durante i percorsi formativi fuori sede.

Studente pugliese precipita dal balcone durante una gita scolastica a Lignano Sabbiadoro: dal dramma la proposta di un nuovo patto educativo per la sicurezza e la responsabilità condivisa

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda partecipazione e sincera vicinanza allo studente di Monopoli ricoverato in condizioni critiche a seguito del grave incidente avvenuto durante una gita scolastica a Lignano Sabbiadoro. Il pensiero va al giovane, alla sua famiglia e alla comunità scolastica coinvolta, chiamata in queste ore a confrontarsi con un evento che scuote profondamente e interroga il senso stesso dell’azione educativa.

Dinanzi a simili accadimenti, appare riduttivo limitarsi a una lettura emergenziale o esclusivamente legata all’accertamento delle responsabilità individuali. È invece necessario collocare l’episodio entro una prospettiva pedagogica più ampia, che riconosca nelle esperienze scolastiche fuori sede un contesto formativo ad alta complessità, nel quale si ridefiniscono equilibri tra autonomia degli studenti, responsabilità educativa degli adulti e condizioni strutturali di sicurezza. La gita scolastica non è un’interruzione del percorso educativo, ma una sua estensione significativa, in cui i processi di crescita si intensificano e si espongono a variabili meno controllabili rispetto all’ambiente scolastico ordinario.

In tale quadro, la questione della sicurezza non può essere affrontata esclusivamente in termini regolativi o procedurali. Essa chiama in causa una dimensione educativa più profonda, che riguarda la formazione alla consapevolezza del rischio, alla responsabilità personale e alla cura dell’altro. Educare ai diritti umani significa anche educare alla tutela della propria integrità e di quella altrui, sviluppando nei giovani una competenza etica capace di orientare i comportamenti anche in assenza di controllo diretto. Questo implica un investimento strutturale nella costruzione di contesti relazionali significativi, nei quali studenti e docenti possano condividere non solo regole, ma senso e finalità delle esperienze vissute.

Alla luce di queste considerazioni, il CNDDU ritiene che il sistema scolastico debba compiere un salto qualitativo nella progettazione e nella gestione dei viaggi di istruzione, superando una visione prevalentemente organizzativa per approdare a un modello integrato di accompagnamento educativo. In questa direzione, si rivolge un invito al Ministro Giuseppe Valditara affinché si promuova una riformulazione concreta e innovativa delle linee guida nazionali.

In particolare, appare urgente l’introduzione di un “patto educativo di corresponsabilità esperienziale” specifico per le attività fuori sede, costruito attraverso un percorso preparatorio obbligatorio che coinvolga attivamente studenti, famiglie e docenti. Tale percorso dovrebbe prevedere momenti strutturati di riflessione guidata sui comportamenti a rischio, simulazioni di situazioni critiche, nonché la co-costruzione di regole condivise, non imposte ma comprese e interiorizzate. Parallelamente, si propone l’istituzione di moduli formativi certificati per i docenti accompagnatori, centrati sulla gestione dei gruppi in contesti non formali, sulla prevenzione degli incidenti e sulle dinamiche relazionali in situazioni di maggiore autonomia studentesca.

Un ulteriore elemento di innovazione potrebbe consistere nell’introduzione di figure di supporto educativo specializzate, da affiancare ai docenti nelle uscite più complesse, con competenze specifiche in ambito socioeducativo e nella gestione della sicurezza. Questo approccio consentirebbe di alleggerire il carico di responsabilità individuale degli insegnanti, restituendo loro pienamente il ruolo educativo, e al contempo garantire una vigilanza più qualificata e multidimensionale.

È altresì fondamentale promuovere una cultura della prevenzione che non sia percepita come limitazione, ma come condizione di possibilità per esperienze realmente formative e inclusive. Ciò richiede un cambiamento di paradigma che coinvolga l’intera comunità educante e che riconosca nei diritti umani non un contenuto astratto, ma una pratica quotidiana che si traduce in scelte, comportamenti e responsabilità condivise.

Nel rispetto del lavoro degli inquirenti e della necessità di chiarire con rigore la dinamica dell’accaduto, il CNDDU ribadisce che ogni evento critico rappresenta anche un’occasione per interrogarsi e migliorare. Solo attraverso una riflessione profonda e non superficiale sarà possibile trasformare il dolore in consapevolezza e la consapevolezza in azione educativa concreta.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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