Sicurezza, bambino grave dopo l'incidente a scuola: cos'è la culpa in vigilando
Un alunno è rimasto ferito cadendo da un terrazzino. Analizziamo i fatti recenti e il concetto normativo di culpa in vigilando.
Il recente infortunio occorso in provincia di Savona riaccende il dibattito su un tema cruciale: cosa accade a livello giuridico dopo un incidente a scuola? Quando un minore subisce un danno strutturale o fisico durante l'orario delle lezioni, entrano in gioco precise responsabilità legate alla sicurezza scolastica. Analizziamo le dinamiche dell'evento e le normative vigenti per fare chiarezza sull'argomento.
Dinamica del recente incidente a scuola
Un alunno di nove anni è precipitato da un'altezza di circa quattro metri all'interno del proprio istituto. L'evento si è verificato a causa del cedimento strutturale di una ringhiera affacciata su un cavedio. Il tempestivo intervento dei soccorritori ha garantito il trasferimento in codice rosso del minore presso una struttura ospedaliera idonea. Pur trovandosi in condizioni cliniche severe, il paziente non risulta attualmente in pericolo di vita. Le indagini sulle cause esatte del crollo sono tuttora in corso.
Il principio normativo della culpa in vigilando
In presenza di un danno a carico di uno studente, il quadro giuridico di riferimento è definito dall'articolo 2048 del Codice Civile. Questa norma stabilisce il principio della culpa in vigilando, ovvero la responsabilità oggettiva che grava sul personale incaricato della sorveglianza dei minori. In sede legale non è necessario dimostrare la negligenza soggettiva o la volontà di nuocere da parte del docente; è sufficiente accertare oggettivamente il mancato adempimento dell'obbligo di controllo.
Le condizioni per la prova liberatoria
Per escludere un proprio coinvolgimento civile o penale, l'istituto scolastico e gli insegnanti devono fornire la cosiddetta prova liberatoria. È indispensabile dimostrare alle autorità competenti che:
Sono state applicate preventivamente tutte le misure di controllo e sorveglianza adeguate.
Il sinistro si è rivelato un evento imprevedibile, improvviso e inevitabile, impossibile da arginare pur applicando la massima diligenza professionale.
I fattori che influenzano la responsabilità
L'obbligo di tutela si estende all'intero perimetro e coinvolge ogni momento della giornata scolastica, dalle lezioni frontali fino alle ricreazioni, agli spostamenti interni e alle attività esterne. La magistratura valuta il grado di responsabilità basandosi su criteri oggettivi:
Età dell'alunno: i bambini più piccoli o in condizioni di disabilità richiedono un livello di attenzione e cura superiore.
Risorse a disposizione: si analizza il rapporto numerico tra il personale di sorveglianza presente e la classe affidata.
Prevedibilità del rischio: viene valutata l'eventuale presenza di pericoli strutturali o segnali premonitori che richiedevano un intervento cautelativo anticipato.