Sicurezza scolastica, CNDDU: i dati INAIL 2026 richiedono con urgenza nuove misure preventive
Il CNDDU lancia l'allarme sugli infortuni e propone al Ministero una relazione annuale obbligatoria sulla sicurezza scolastica nazionale.
La sicurezza scolastica in Italia affronta una fase critica. Secondo i recenti dati relativi agli infortuni scolastici, emerge la necessità di un intervento sistemico e di riforme strutturali per tutelare gli studenti e garantire il diritto all'istruzione.
Sicurezza scolastica: i dati INAIL impongono nuove strategie di prevenzione e controllo
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda preoccupazione per i dati diffusi dall'Inail relativi agli infortuni scolastici registrati nei primi cinque mesi del 2026: 47.748 denunce, con un incremento del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, e dieci casi mortali denunciati, sebbene ancora suscettibili di verifica amministrativa. Numeri che impongono una riflessione non episodica, ma sistemica, poiché la tutela della salute e dell'incolumità degli studenti costituisce il presupposto essenziale per l'effettivo esercizio del diritto all'istruzione, sancito dagli articoli 32 e 34 della Costituzione.
Particolarmente significativo è il dato secondo cui tre studenti infortunati su quattro hanno meno di quindici anni. Si tratta di una circostanza che richiama l'urgenza di rafforzare le politiche di prevenzione proprio negli ordini di scuola in cui la protezione dell'infanzia e dell'adolescenza deve rappresentare una priorità assoluta.
Il CNDDU ribadisce quanto sostenuto in numerosi interventi pubblici: la sicurezza scolastica non può essere affidata a verifiche occasionali né esaurirsi nell'adempimento formale degli obblighi previsti dal Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81. È indispensabile consolidare un sistema permanente di prevenzione fondato su controlli periodici, manutenzione programmata degli edifici, formazione continua del personale scolastico, monitoraggio dei fattori di rischio e diffusione di una cultura della sicurezza quale componente essenziale dell'educazione ai diritti umani.
Il significativo decremento degli infortuni nei percorsi di formazione scuola-lavoro dimostra che, quando le misure di prevenzione sono accompagnate da protocolli rigorosi, attività di vigilanza e responsabilità chiaramente definite, i risultati sono concreti. È questa la direzione che occorre estendere all'intero sistema scolastico nazionale.
Per tali ragioni, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge un appello al Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché promuova, anche mediante un intervento normativo, l'introduzione della Relazione annuale sullo stato della sicurezza scolastica, da inserire tra i documenti strategici obbligatori delle istituzioni scolastiche e coordinata con il Rapporto di Autovalutazione (RAV), nell'ambito del Sistema Nazionale di Valutazione disciplinato dal D.P.R. 28 marzo 2013, n. 80.
La Relazione, redatta annualmente dal dirigente scolastico con il supporto tecnico del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), sentito l'ente proprietario dell'immobile per gli aspetti di rispettiva competenza, dovrebbe essere pubblicata nella sezione "Amministrazione Trasparente" del sito istituzionale della scuola. Il documento dovrebbe contenere indicatori oggettivi e verificabili relativi allo stato manutentivo degli edifici, all'attuazione delle misure di prevenzione e protezione previste dal Decreto Legislativo n. 81/2008, agli esiti delle verifiche tecniche, all'analisi degli infortuni e dei cosiddetti near miss (mancati infortuni), ai programmi di formazione del personale e degli studenti, nonché al cronoprogramma degli interventi correttivi, con l'indicazione dello stato di attuazione e delle risorse finanziarie necessarie. Uno strumento di questo tipo rafforzerebbe la trasparenza amministrativa, la responsabilità istituzionale e la tracciabilità delle azioni poste in essere, consentendo una programmazione degli interventi fondata su criteri oggettivi di rischio e in piena coerenza con il principio di buon andamento dell'amministrazione sancito dall'articolo 97 della Costituzione.
Riflessione del CNDDU
I dati diffusi dall'Inail dimostrano che il sistema continua a intervenire prevalentemente nella fase successiva all'evento lesivo, mentre appare ancora insufficiente la capacità di anticipare il rischio attraverso strumenti sistematici di prevenzione, monitoraggio e valutazione. In uno Stato di diritto la sicurezza non può essere affidata esclusivamente al rispetto formale degli obblighi normativi, ma deve tradursi in una responsabilità amministrativa misurabile, verificabile e costantemente sottoposta a controllo.
La tutela dell'integrità fisica degli studenti costituisce un dovere primario delle istituzioni scolastiche e di tutti i soggetti pubblici chiamati, a diverso titolo, a garantire la sicurezza degli edifici e degli ambienti di apprendimento. Ogni infortunio evitabile rappresenta non soltanto un evento lesivo, ma anche l'indicatore di un rischio che non è stato adeguatamente individuato, valutato o neutralizzato.
Il CNDDU ritiene pertanto improcrastinabile un rafforzamento delle politiche pubbliche in materia di prevenzione, fondato su un sistema stabile di monitoraggio, sulla piena trasparenza dei dati, sulla formazione continua del personale, sull'aggiornamento costante delle misure di sicurezza e sulla responsabilizzazione di tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Soltanto una governance orientata alla prevenzione, e non alla gestione dell'emergenza, può rendere effettivo il diritto degli studenti a frequentare ambienti di apprendimento realmente sicuri. In una società che riconosce nei diritti umani il fondamento della convivenza democratica, la sicurezza scolastica non rappresenta un obiettivo accessorio dell'azione amministrativa, ma una condizione imprescindibile per garantire la dignità della persona e l'effettività del diritto all'istruzione.
prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU
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