Social media minorenni: il governo al lavoro per lo stop agli under 15

Il Governo Meloni propone nuove regole per i social media minorenni, alzando il limite di età a 15 anni per tutelare la sicurezza online.

06 aprile 2026 09:30
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Il Governo Meloni sta definendo una nuova normativa riguardante l'uso dei social media minorenni, proponendo di innalzare il limite di età per l'accesso a 15 anni. Questa iniziativa mira a incrementare la sicurezza online dei più giovani, seguendo modelli internazionali già adottati per contrastare i rischi legati alle piattaforme digitali e stabilire un nuovo limite età social.

I dettagli della bozza legislativa

L'attuale orientamento normativo italiano sembra seguire una tendenza globale già manifestatasi in Australia, dove è stato imposto il divieto di accesso ai social per i minori di 16 anni. In Italia, la proposta punta a fissare la soglia a 15 anni, superando l'attuale limite di 13 anni che, nella pratica, si è dimostrato spesso inefficace a causa di sistemi di controllo facilmente aggirabili.

Il disegno di legge, discusso in una riunione ministeriale che ha coinvolto i ministri Giuseppe Valditara (Istruzione) ed Eugenia Roccella (Famiglia), prevede l’adozione di strumenti tecnici idonei a impedire l’accesso non autorizzato.

Le piattaforme coinvolte nel provvedimento

La definizione contenuta nella bozza è particolarmente ampia, facendo riferimento non solo ai classici social network ma a tutte le piattaforme di condivisione video. Questo perimetro potrebbe includere:

  • App di messaggistica come WhatsApp e Telegram.

  • Siti di streaming e video sharing come YouTube.

  • Potenzialmente, anche servizi di intrattenimento come Netflix e Amazon Prime.

Motivi di sicurezza e cronaca recente

La spinta verso una regolamentazione più severa dei social media minorenni nasce da preoccupanti episodi di cronaca che hanno evidenziato la pericolosità di alcune dinamiche digitali. Recentemente, si sono verificati casi di violenza estrema legati a gruppi attivi su piattaforme come Telegram, dove giovani adolescenti sono stati coinvolti in pianificazioni di atti criminali e fandom violenti. Questi eventi hanno reso prioritario il tema della sicurezza online e della protezione della salute mentale dei minori.

Precedenti e restrizioni alla pornografia

L'intervento legislativo sui social si inserisce in un quadro più ampio di controllo del web già avviato per la pornografia online. L'AgCom ha infatti iniziato a oscurare i primi siti che non applicano correttamente i sistemi di verifica dell'età (age verification). Tale strategia, inizialmente applicata ai portali con sede in Italia, sarà estesa nei prossimi mesi anche ai grandi colossi internazionali del settore, tracciando un precedente tecnico per la futura gestione delle piattaforme social.

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