Solidarietà della Mobilità Intercompartimentale Docenti alla collega Chiara Mocchi

Il gruppo Mobilità Intercompartimentale Docenti chiede sicurezza e rispetto dopo il grave accoltellamento di una collega avvenuto a scuola.

A cura di Redazione Redazione
26 marzo 2026 14:15
Solidarietà della Mobilità Intercompartimentale Docenti alla collega Chiara Mocchi - Comunicato stampa
Comunicato stampa
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La Mobilità Intercompartimentale Docenti esprime vicinanza a Chiara Mocchi, la professoressa aggredita. Questo tragico evento evidenzia la necessità di sicurezza e un dibattito serio sul ruolo sociale dei docenti, ormai esposti a rischi inaccettabili nel loro lavoro quotidiano.

Il Gruppo Mobilità intercompartimentale docenti esprime solidarietà incondizionata alla collega accoltellata e alla sua famiglia. Il MID auspica un serio dibattito tra Istituzioni, Media e operatori scolastici al fine di analizzare le cause e risolvere le probematiche che hanno reso il lavoro dell’insegnante sempre più rischioso.

Mobilità Intercompartimentale Docenti apprende con dolore – e con assoluto sgomento – dell’accoltellamento di una collega, insegnante di francese, le cui condizioni appaiono, dalle prime fonti, drammaticamente gravi. Alla professoressa e alla sua famiglia va la solidarietà incondizionata del MID e l'augurio di superare il momento critico al più presto, attraverso un'evoluzione positiva del suo attuale stato di salute.

Tuttavia questo abominevole episodio, non puo' essere accantonato solo con lo sconforto, la speranza e l'indignazione. Le ondate di violenza, le minacce continue e striscianti contro il personale scolastico hanno superato ogni soglia di tollerabilità.

Non si tratta più di cronaca nera, ma del sintomo di un cedimento strutturale. Esiste una correlazione, spietata e taciuta, tra queste aggressioni fisiche e il sistematico, logorante svuotamento dell'autorevolezza del docente? Può un insegnante, oggi, temere per la propria incolumità, semplicemente varcando la soglia di una classe, come fosse in una terra di nessuno?

Vent'anni fa, una violenza simile era semplicemente impensabile. Oggi è un rischio calcolato, una deriva quotidiana. Di conseguenza ci si chiede: cosa ha spinto la figura dell'insegnante in questo baratro? Nessun lavoratore – men che meno chi ha sulle spalle la costruzione del futuro della società – può accettare di recarsi al lavoro con l'angoscia di rischiare la vita.

Il Gruppo Mobilità intercompartimentale dei docenti auspica al più presto l'apertura di un serio dibattito, profondo e duraturo, tra Istituzioni, Media e operatori della Scuola. È necessario analizzare le cause e risolvere le problematiche che hanno determinato questa pessima condizione, in rispetto alle molteplici vittime della crescente violenza nei confronti degli insegnanti: una categoria che non può essere relegata a mero parafulmine della Società, ma tornare ad avere il giusto riconoscimento sociale ed economico per l’importanza del suo prezioso lavoro, effettuato con grande professionalità in contesti sempre più complessi.

Gruppo Mobilità intercompartimentale docenti

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