Specializzazione INDIRE: basta odio e guerre sui social
Mentre il Ministero punta sulla specializzazione INDIRE, sui social esplode la guerra tra poveri a danno della continuità didattica.
Il clima nella scuola è teso. La polemica sulla specializzazione INDIRE ha scatenato una guerra social fatta di insulti tra colleghi. È urgente recuperare la dignità professionale e proteggere gli alunni, garantendo quella continuità didattica fondamentale per l'inclusione.
Scuola, l'arena dell'odio: se il livore social oscura il diritto e la continuità didattica
Mentre il Ministero punta sulla specializzazione INDIRE per sanare il precariato, sui social esplode la "guerra tra poveri". Tra volgarità e minacce di ricorsi, emerge il volto oscuro di una parte della classe docente: quella che usa il sostegno come trampolino di lancio per poi fuggire, a discapito degli alunni.
La scuola non è un tribunale, né tantomeno un'arena di gladiatori. È, o dovrebbe essere, un contesto aulico di formazione, rispetto e accoglienza. Eppure, ciò che emerge quotidianamente dalle piazze digitali è un quadro abominevole: una guerra tra colleghi combattuta a colpi di volgarità, livore e strategie per "fregarsi" a vicenda.
È sconcertante che proprio tra le fila dei docenti di sostegno, figure che dovrebbero incarnare il valore dell'inclusione, si sia scatenata una caccia all'uomo contro i docenti specializzati tramite i percorsi INDIRE.
La dignità di essere Docenti: dentro e fuori le aule
Siamo docenti sempre: quando spieghiamo ai ragazzi l’importanza del rispetto e quando interagiamo con i nostri pari. Vedere professionisti che pianificano azioni di ostracismo, utilizzando un linguaggio scurrile e invocando avvocati per sollevare "presunte incostituzionalità" solo per espellere dal sistema altri colleghi, è una sconfitta per l'intero mondo dell'istruzione. Chi non sa accogliere un collega, quale modello di accoglienza può offrire ai propri studenti?
INDIRE: Diritti riconosciuti, non privilegi pretesi
I docenti INDIRE non sono "usurpatori". Sono professionisti che:
Non navigano in acque sconosciute. Lavorano validamente da anni nelle classi, spesso nelle situazioni più complesse.
Seguono standard internazionali: Il metodo della VAE (Validation des Acquis de l'Expérience) è una realtà consolidata in Europa che riconosce il valore formativo dell'esperienza sul campo.
Garantiscono la stabilità: Mentre il sistema ordinario è stato spesso usato come un "trampolino" per ottenere il ruolo e poi fuggire verso altre regioni o passare su materia curricolare, i docenti INDIRE restano nelle loro sedi di residenza. Garantiscono quella continuità didattica che è il vero diritto fondamentale degli alunni con disabilità, troppo spesso sacrificato sull'altare della mobilità selvaggia.
Appello al Ministero: Vigilare per proteggere il decoro
È veramente triste constatare quanto odio e volgarità si celino dietro le tastiere di chi dovrebbe educare. Per questo motivo, rivolgiamo un appello accorato al Ministero dell'Istruzione e del Merito:
Il Ministero ha il dovere di vigilare sul comportamento dei propri dipendenti anche sui social network. Non si può permettere che la dignità della funzione docente venga infangata da condotte online che fomentano l'odio tra colleghi e denigrano percorsi formativi legittimamente istituiti dallo Stato. Chi usa la prepotenza verbale e la minaccia per boicottare il lavoro altrui sta venendo meno ai doveri etici del proprio ruolo pubblico.
In conclusione
Noi docenti specializzati con INDIRE diciamo basta. Basta alla guerra tra poveri, basta all'ostracismo e alla volgarità eletta a sistema di difesa. Rivendichiamo i nostri diritti, che sono riconosciuti dalla legge e onorati ogni giorno con il lavoro in classe.
La scuola deve tornare a essere un luogo di accoglienza e collaborazione, non un campo di battaglia dove si cerca di annientare il prossimo a suon di carte bollate e insulti. Chi sceglie la strada della prepotenza ha già perso la sua sfida educativa più grande.
Daniela Nicolò portavoce Community Uniti per INDIRE