Specializzazione Sostegno INDIRE: la contesa sui 12 punti

Il Ministero conferma il punteggio per la Specializzazione Sostegno INDIRE, ma il ricorso al TAR solleva nuove polemiche tra i docenti.

A cura di Redazione Redazione
17 maggio 2026 07:00
Specializzazione Sostegno INDIRE: la contesa sui 12 punti - Uniti per INDIRE
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La recente decisione del Ministero sulla Specializzazione Sostegno INDIRE ha riacceso il dibattito nel mondo della scuola. Il riconoscimento dei punti ha scatenato la reazione del CDSS, intenzionato a richiedere una differenziazione dei punteggi tramite un ricorso legale al TAR.

Specializzazione Sostegno INDIRE: Il Ministero ci riconosce i 12 punti, ma il ricorso al TAR del CDSS punta a dividerci

Ecco perché non ci stiamo!

Come portavoce della Community Uniti per INDIRE, sento il dovere di intervenire con fermezza e chiarezza dopo gli ultimi sviluppi che riguardano la nostra categoria. L’accoglimento da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito della nostra richiesta — ovvero il riconoscimento dei 12 punti complessivi ai titoli di specializzazione conseguiti tramite i percorsi INDIRE (ex artt. 6 e 7 del DL 71/2024) — rappresenta un atto di pura giustizia e coerenza normativa. Una vittoria di tutti.

Purtroppo, però, assistiamo all'ennesimo tentativo di trascinarci in una "guerra tra poveri". I colleghi del CDSS hanno infatti deciso di presentare un ricorso al TAR, appoggiandosi a un parere del CSPI, per contestare la scelta del Ministero e chiedere una differenziazione dei punteggi.

A queste argomentazioni, che ritengo pretestuose e figlie di una memoria corta, rispondo punto su punto.

1. Sulla "Selettività in accesso": Non accettiamo lezioni di rigore

I ricorrenti contestano una presunta mancanza di selezione nei percorsi INDIRE rispetto al TFA ordinario.

Voglio ricordare a tutti un fatto cruciale e incontrovertibile: per l'accesso al TFA ordinario, ai docenti con tre anni di esperienza non è stata richiesta la prova preselettiva. Hanno avuto un accesso diretto al percorso formativo grazie al loro servizio e, una volta concluso, hanno ottenuto — giustamente — i 12 punti pieni.

Il nostro non è affatto un percorso "regalato": ha alla base criteri di preselezione per tutti. Questo vale sia per chi vi accede tramite l'esperienza, sia per i docenti con titolo estero in attesa di riconoscimento, i quali hanno a suo tempo già affrontato e superato una prova preselettiva per accedere ai loro percorsi originari. Se l'esperienza valeva il pieno punteggio ieri, non è assolutamente coerente né equo che chi ha accesso a INDIRE oggi grazie allo stesso principio debba essere penalizzato.

2. Sul "Carico formativo e durata": Il valore legale del titolo è unico

Secondo il ricorso, il modello universitario da 60 CFU offrirebbe un carico orario storicamente più esteso rispetto a quello INDIRE, giustificandone un punteggio maggiore.

La mia risposta è semplice: un principio cardine del nostro ordinamento stabilisce che i titoli emessi dallo Stato e riconosciuti dal sistema educativo nazionale hanno il medesimo valore legale. Frazionare il punteggio in base alle ore o ai CFU significa creare surrettiziamente "titoli di serie A e di serie B", violando il principio di uguaglianza e di certezza del diritto. Se lo Stato convalida il percorso, il valore è lo stesso. Punto.

3. Sull'"Obbligo di frequenza" e la modalità online: Un pregiudizio superato

Viene sollevata una discrepanza sulle modalità di partecipazione, quasi a voler sminuire la modalità online rispetto alla presenza fisica.

Chi frequenta e ha frequentato questi percorsi sa perfettamente che non c'è nulla in meno: i contenuti sono rigorosi, la partecipazione è attiva, le scadenze sono severe e l'impegno richiesto è massimo. Ridurre la qualità della formazione alla mera presenza fisica in aula è una visione anacronistica che non tiene conto dell'evoluzione delle metodologie didattiche moderne e, soprattutto, dei sacrifici di chi lavora ogni giorno a scuola e studia contemporaneamente.

Il mio grazie all'Onorevole Pittoni e un appello all'unione

In questo clima di tensioni, voglio esprimere un sentito e pubblico ringraziamento all'Onorevole Mario Pittoni. È un uomo che si è dimostrato, da sempre, un sostenitore instancabile di tutti i docenti e della validità dei corsi INDIRE, operando costantemente nel pieno rispetto di tutte le professionalità coinvolte.

Il mio, infine, vuole essere un appello accorato all'unione. Questa continua frammentazione in categorie contrapposte, questo correre nei tribunali per togliere qualcosa ai propri colleghi, non fa altro che depauperare il significato profondo e delicatissimo del ruolo sociale che ricopriamo.

Davanti ai nostri alunni con disabilità siamo tutti insegnanti specializzati dello Stato. Fermiamo questa guerra fratricida e camminiamo uniti nel rispetto dei diritti di ciascuno.

Daniela Nicolò, Portavoce Community Uniti per INDIRE

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