Spese processuali e Ricorso RPD: il Tar condanna il Ministero dell'Istruzione
Il Tar del Lazio conferma l'obbligo per l'amministrazione di coprire i costi legali in caso di ritardo nel versamento ai precari scuola.
La vittoria legale per ottenere il ricorso RPD non comporta esclusivamente il recupero delle somme spettanti per il servizio prestato. Anche le spese processuali devono essere rifuse integralmente dall'amministrazione qualora il pagamento avvenga oltre i termini, tutelando così il diritto economico dei precari scuola.
La decisione del tar del lazio sul pagamento tardivo
La sezione III bis del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio si è pronunciata favorevolmente riguardo alla richiesta di una docente per l'ottemperanza di una sentenza passata in giudicato. La controversia riguardava la mancata assegnazione della Retribuzione Professionale Docenti, un compenso previsto dal contratto collettivo nazionale integrativo, inizialmente negato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito per i periodi di supplenza breve.
Sebbene l'amministrazione abbia provveduto alla liquidazione delle somme durante lo svolgimento del giudizio, la tempistica ha giocato un ruolo fondamentale. Il pagamento è avvenuto infatti solo dopo la notifica del ricorso per l'esecuzione della sentenza precedente.
Condanna alle spese per il ricorso RPD
Il Collegio ha rilevato che, nonostante la cessazione della materia del contendere dovuta all'avvenuta liquidazione del credito, il ritardo accumulato dall'Ufficio scolastico è stato determinante. Per questa ragione, il Tar ha stabilito che le spese processuali siano poste a carico della parte resistente.
I punti chiave della sentenza includono:
Esecuzione del giudicato: il pagamento è stato effettuato solo dopo l'instaurazione del giudizio di ottemperanza.
Parametri forensi: il calcolo delle spese segue i criteri previsti dal D.M. 55/2014 per l'esecuzione mobiliare.
Tutela dei precari scuola: viene ribadito il principio per cui il dipendente non deve subire il costo economico di un'azione legale necessaria a ottenere quanto dovuto.
L'orientamento espresso dai giudici amministrativi sottolinea come l'amministrazione sia tenuta non solo al risarcimento del danno economico, ma anche alla totale copertura dei costi derivanti dalla propria inerzia.