Studente ucciso a La Spezia, CNDDU: 'Metal detector a scuola'

Dopo la tragedia della Spezia, il CNDDU invoca misure urgenti e l'uso di metal detector per garantire la sicurezza negli istituti.

A cura di Scuolalink Scuolalink
17 gennaio 2026 10:00
Studente ucciso a La Spezia, CNDDU: 'Metal detector a scuola' - Prof. Romano Pesavento
Prof. Romano Pesavento
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La recente tragedia della Spezia ha scosso il Paese. Il CNDDU interviene con fermezza proponendo l'installazione di metal detector per garantire la sicurezza degli studenti, sottolineando come la scuola debba rimanere un luogo di vita e non di violenza estrema.

La Spezia, morto lo studente in istituto scolastico: proposta di metal detector e piano nazionale di prevenzione

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, con profondo dolore e alto senso di responsabilità istituzionale, apprende che alle ore 20:20 è stato comunicato il decesso dello studente diciottenne accoltellato all’interno di un’aula dell’istituto professionale “Domenico Chiodo-Einaudi” della Spezia. La morte di un giovane tra i banchi di scuola rappresenta una tragedia che scuote le coscienze e segna in modo indelebile la comunità scolastica, la città e l’intero Paese.

La scuola, luogo simbolo della tutela, della crescita e della formazione alla cittadinanza democratica, è stata teatro di una violenza estrema che impone una riflessione non più rinviabile. Quando un conflitto tra studenti degenera fino a spezzare una vita, non siamo più di fronte a una semplice emergenza educativa, ma a una crisi sistemica che interroga il modello di prevenzione, di ascolto e di protezione messo in campo dalle istituzioni.

Il Coordinamento esprime il più sentito cordoglio e la massima vicinanza alla famiglia della vittima, ai compagni di classe, ai docenti e a tutto il personale scolastico coinvolto, costretti a confrontarsi con un trauma che nessun contesto educativo dovrebbe mai conoscere. Allo stesso tempo, riteniamo doveroso affermare con chiarezza che la violenza giovanile, specie in ambito scolastico, è un fenomeno in aumento, come si può facilmente verificare osservando la continuità e la gravità degli episodi riportati dalle cronache nazionali. Non si tratta più di eventi isolati, ma di segnali convergenti di un disagio profondo che richiede risposte strutturate e immediate.

È particolarmente allarmante la facilità con cui armi bianche detenute illegalmente possano essere introdotte negli edifici scolastici. La presenza di coltelli a scuola non è solo una violazione delle norme, ma una minaccia diretta al diritto alla vita, alla sicurezza e alla dignità di studenti e lavoratori. La tutela dei diritti umani, che costituisce il fondamento dell’azione educativa, non può prescindere dalla garanzia di ambienti realmente sicuri.

Per tali ragioni, il Coordinamento rivolge un appello formale e urgente al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché vengano previste e normate misure di prevenzione straordinarie nei contesti che ne manifestino la necessità. In particolare, si chiede di consentire l’installazione di metal detector negli istituti scolastici che ne facciano richiesta attraverso deliberazione motivata del Consiglio di Istituto e del Collegio dei Docenti, nel pieno rispetto dell’autonomia scolastica e della cornice normativa vigente.

Tale strumento non deve essere interpretato come una scelta repressiva o simbolica, ma come una misura preventiva mirata, finalizzata esclusivamente a impedire l’ingresso di armi e a salvaguardare l’incolumità delle persone. La sicurezza non è in contraddizione con l’educazione ai diritti umani: ne è, al contrario, una condizione imprescindibile.

Parallelamente, il Coordinamento ribadisce l’urgenza di investimenti strutturali in educazione alla non violenza, alla gestione dei conflitti, all’educazione emotiva e affettiva, nonché nel potenziamento stabile di figure di supporto psicologico e pedagogico all’interno delle scuole. Solo un approccio integrato, che coniughi prevenzione culturale e tutela concreta, può arginare una spirale di violenza che oggi mostra il suo volto più tragico.

La morte di uno studente a scuola è una sconfitta collettiva che impone scelte immediate e coraggiose. Ogni esitazione rischia di trasformarsi in corresponsabilità morale. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani continuerà a richiamare le istituzioni al dovere primario di proteggere la vita e di restituire alla scuola il suo significato più alto: essere luogo di umanità, di diritti e di futuro.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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