Successo per lo sciopero della scuola del 7 maggio: comunicato USB
Oltre sessanta piazze italiane coinvolte nello sciopero della scuola per dire no alla riforma dei tecnici e alla cultura della guerra.
L'adesione massiccia allo sciopero della scuola evidenzia il dissenso verso le politiche educative attuali. La mobilitazione collettiva ha coinvolto migliaia di persone, unite per difendere l'istruzione pubblica e contestare modelli ritenuti distanti dalle reali necessità sociali.
Sciopero della scuola del 7 maggio riuscito, la scuola non molla e rilancia, fermiamo la distruzione pubblica, ci opporremo ancora alla guerra
Più di 60 piazze in Italia, alta partecipazione ai cortei e scuole chiuse. Dopo le giornate del 22 settembre e del 3 ottobre la scuola rilancia compatta la critica alla trasformazione neoliberista e alla cultura di guerra che attraversa il sistema di istruzione pubblica. Lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse, dicono No alla riforma dei tecnici che crea le nuove scuole di avviamento al lavoro, con studenti condannati ad un mondo del lavoro precario e precarizzante. Ma le piazze compatte hanno voluto esprimere la propria condanna per un modello di scuola reazionaria e conservatrice, che con le prove invalsi standardizza la valutazione e i saperi, che con le indicazioni della scuola primaria e dei licei propone una nuova cultura del ventennio che esalta lo spirito nazionale e le logiche del mercato. In maniera forte quelle stesse piazze hanno denunciato i tagli al sostegno e ai servizi per gli alunni con disabilità, la precarizzazione costante con più di 350.000 precari che anche quest’anno hanno garantito il funzionamento della scuola ma per i quali la prospettiva del ruolo è lontanissima. Tutta la scuola statale diventa funzionale alle logiche di guerra che attraversano il mondo, gli studenti e le studentesse devono acquisire competenze e strategie funzionali al loro diventare esercito del mercato del lavoro sempre più prono alla guerra.
Oggi sono arrivati importanti segnali, l'attacco ai tecnici sta provocando una reazione diffusa ed esperienze di organizzazione a Rete che testimoniano volontà di partecipazione.
Siamo convinti che tutti i piani vadano coniugati e che dalle scuole anche le prossime scadenze saranno vissute nel nome della solidarietà internazionale, della cultura della pace, dello scambio intergenerazionale di valori e pratiche di resistenza e rilancio