Supplenze GAE e GPS 2026/27: come funziona il nuovo ripescaggio dell'algoritmo?

Dal 2026/27 le supplenze GAE e GPS cambiano criterio: l'algoritmo riesamina chi resta senza incarico nei turni precedenti.

25 luglio 2026 16:00
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Le supplenze GAE e GPS per il 2026/27 introducono una regola molto attesa: il ripescaggio. Grazie all'Ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026, l'algoritmo non abbandona più chi resta senza incarico dopo il primo esame. A ogni nuovo turno di nomina tornerà a valutare anche gli aspiranti già trattati e rimasti a mani vuote, purché abbiano indicato preferenze poi divenute disponibili. Un cambiamento che promette più equità nelle assegnazioni.

Supplenze GAE e GPS: cosa significa ripescaggio

Il termine ripescaggio indica un cambio di rotta nelle nomine tramite la procedura informatizzata. Con le regole passate, un aspirante superato dal sistema veniva escluso dai turni seguenti. Ora l'algoritmo torna indietro. A ogni tornata riprende in mano anche le posizioni già trattate e rimaste prive di incarico. La domanda delle cosiddette 150 preferenze resta il punto di partenza: senza una sede indicata nella domanda, nessun ripescaggio è possibile. Il meccanismo riguarda le supplenze annuali e quelle fino al termine delle attività didattiche.

Come funzionava l'algoritmo prima del 2026

Fino allo scorso anno il sistema aveva un limite pesante. Raggiunta la posizione di un candidato, il programma controllava se una delle sue preferenze fosse libera. In caso negativo, l'aspirante restava senza nomina. Il problema nasceva dopo. Se un posto richiesto si liberava per una rinuncia, la procedura non tornava indietro: riprendeva dal candidato successivo all'ultimo trattato. Così un docente con punteggio alto poteva restare escluso, mentre lo stesso posto finiva a chi aveva un punteggio più basso, solo perché non ancora esaminato. Questa regola derivava dall'articolo 12 dell'Ordinanza n. 88 del 2024.

Cosa cambia con l'Ordinanza n. 27 del 2026

La nuova formulazione dell'articolo 12, comma 10 ribalta il criterio. Spariscono i riferimenti agli aspiranti collocati dopo l'ultimo candidato trattato. Al loro posto arriva un principio diverso: i posti che si liberano vanno agli aspiranti utilmente collocati in graduatoria che non abbiano ancora ottenuto un incarico. Il Ministero lo ha confermato nella pagina dedicata alle supplenze, dove precisa che «ad ogni turno, è previsto che l'algoritmo torni a considerare gli aspiranti già trattati e non soddisfatti nei turni precedenti». Non è quindi una semplice interpretazione, ma una regola operativa.

Chi può ottenere una supplenza con il ripescaggio

Il ripescaggio non vale per tutti. Serve una condizione precisa: essere rimasti completamente senza incarico. Non basta aver ottenuto una sede diversa da quella preferita. Possono rientrare nel nuovo meccanismo gli aspiranti che:

  • risultano utilmente collocati nelle GAE o nelle GPS;

  • sono già stati esaminati in un turno precedente;

  • non hanno ricevuto alcun incarico;

  • hanno indicato nella domanda la sede che poi si libera;

  • non sono incorsi in rinunce che bloccano i turni successivi.

Solo così l'aspirante può essere riesaminato quando compare un posto compatibile con le sue preferenze.

Chi resta fuori dal nuovo sistema

Il ripescaggio non serve a migliorare una nomina già ricevuta. Chi ha ottenuto anche solo la decima preferenza non potrà passare alla prima se questa si libera dopo. Restano fuori dai nuovi turni queste situazioni:

  • una sede più vicina o più alta nell'ordine delle preferenze;

  • una supplenza al 31 agosto al posto di una al 30 giugno;

  • un incarico su un'altra classe di concorso ritenuta migliore.

Chi ha già un incarico resta legato alla nomina ricevuta. Fa eccezione il completamento orario per chi ha avuto uno spezzone: in quel caso l'aspirante può aggiungere altre ore fino all'orario obbligatorio, senza sostituire il posto già assegnato.

Ordinanza

Ordinanza-Ministeriale-n.-27-del-16.02.2026

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