Supplenze negate dall'algoritmo: il tribunale di Rimini dà ragione al docente precario

Il tribunale di Rimini riconosce le supplenze negate per un anno a un insegnante a causa dell'algoritmo delle graduatorie GPS

06 giugno 2026 16:00
Supplenze negate dall'algoritmo: il tribunale di Rimini dà ragione al docente precario - Sentenza del Giudice
Sentenza del Giudice
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Un caso destinato a fare discussione. Un docente precario ha ottenuto dal tribunale di Rimini il diritto alle supplenze che per un anno gli erano state negate dall'algoritmo del ministero. Il giudice ha ribaltato la scelta del sistema informatizzato, riconoscendo all'insegnante un diritto che la tecnologia aveva messo da parte.

Il giudice batte l'algoritmo delle supplenze

La vicenda parte da Rimini, dove un insegnante si è rivolto al tribunale dopo aver perso un anno di lavoro. Il docente era inserito nelle Graduatorie provinciali per le supplenze, le cosiddette Gps. Il suo punteggio lo rendeva idoneo a coprire le cattedre lasciate libere dai docenti di ruolo. Eppure non veniva mai chiamato. Anzi, vedeva colleghi con punteggi più bassi scelti dall'algoritmo per occupare quei posti negli istituti della provincia. Una distorsione che il giudice ha ritenuto illegittima, dando ragione al lavoratore e alla Cisl.

Battistelli (Cisl): 'Inaccettabile che calpesti i diritti'

Sul caso interviene il sindacato. «La sentenza mette nero su bianco ciò che denunciamo da tempo – sottolinea Luca Battistelli, segretario regionale Cisl Scuola Emilia-Romagna –: non è accettabile che un algoritmo, gestito senza le necessarie garanzie, finisca per calpestare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. La graduatoria deve restare il criterio guida, altrimenti si crea un sistema ingiusto e opaco». Per la Cisl la tecnologia è benvenuta, ma quando decide contro la logica viene superato un limite che danneggia i precari.

Le contestazioni all'algoritmo: anni di distorsioni

Le critiche al sistema non nascono oggi. Da anni le sigle sindacali denunciano le distorsioni prodotte dal meccanismo automatico nella scelta dei docenti in graduatoria. «Questa non è solo una vittoria individuale – prosegue Battistelli – ma un risultato che riguarda tutto il personale precario della scuola. Significa dire con chiarezza che chi ha più titoli e più esperienza non può essere scavalcato da chi ne ha meno per effetto di un meccanismo automatico mal concepito». Una battaglia che riguarda l'intero personale precario.

Cosa ha riconosciuto il giudice al docente sulle supplenze

La speranza del sindacato è che il sistema di gestione informatizzata delle supplenze, contestato negli anni, venga finalmente rivisto. «La precarietà non può diventare una condizione di minor tutela», conclude Battistelli. Al docente precario il giudice ha riconosciuto il diritto alla supplenza annuale ingiustamente negata dall'algoritmo. L'insegnante potrà così recuperare il punteggio e ottenere anche le differenze retributive mai percepite in quell'anno di lavoro perso.

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