Taglio Carta del Docente: ridotto l'importo e la svolta welfare di Valditara, protestano Boschi e Faraone

L'allargamento della platea senza risorse extra comprime il bonus sotto i 400 euro. Boschi e Faraone: misura snaturata, serve formazione non assistenza.

12 febbraio 2026 19:00
Taglio Carta del Docente: ridotto l'importo e la svolta welfare di Valditara, protestano Boschi e Faraone - Maria Elena Boschi
Maria Elena Boschi
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Si concretizza l'ipotesi del taglio Carta del Docente: l'importo scenderà sotto i 400 euro per l'inclusione dei supplenti a parità di bilancio. Italia Viva attacca la trasformazione del bonus in welfare, mentre il Ministro Valditara conferma l'apertura al personale ATA.

Le cifre del taglio Carta del Docente: bonus sotto i 400 euro

Nel silenzio generale del Ministero dell'Istruzione e del Merito, che secondo la prassi amministrativa equivale spesso a un assenso, si profila una ridefinizione sostanziale del bonus destinato all'aggiornamento professionale. A partire dall'anno scolastico corrente, il valore nominale della Carta del Docente subirà una contrazione significativa, passando dai canonici 500 euro a una cifra stimata inferiore ai 400 euro. La matematica finanziaria non lascia spazio a interpretazioni: l'inserimento dei supplenti annuali tra i beneficiari, sacrosanto sul piano dei diritti ma attuato a invarianza di bilancio, ha generato un inevitabile frazionamento delle risorse. Non essendo stati stanziati fondi aggiuntivi nel capitolo di spesa dedicato, l'unica operazione possibile è stata la ridistribuzione del medesimo budget su una platea numericamente più vasta. Una dinamica che trasforma quella che doveva essere un'estensione di tutele in una decurtazione collettiva.

La denuncia di Italia Viva: snaturata la Legge 107/2015

La reazione politica non si è fatta attendere, in particolare da chi quella misura l'aveva ideata e introdotta nel sistema scolastico italiano. Maria Elena Boschi e Davide Faraone, esponenti di spicco di Italia Viva e padri della Legge 107/2015 (la cosiddetta "Buona Scuola"), hanno sollevato una dura polemica contro l'operato del governo. Secondo i deputati renziani, l'attuale gestione sta operando uno svuotamento semantico e pratico dello strumento. La critica verte sul concetto di "coperta corta": dividere la stessa torta in fette più sottili penalizza la qualità dell'aggiornamento. Inoltre, Boschi e Faraone puntano il dito contro le nuove modalità di utilizzo del credito, che includono ora spese per trasporti e abbonamenti ai mezzi pubblici. Una scelta che, a loro avviso, trasforma un incentivo culturale strategico in una generica card di welfare, tradendo lo spirito originario volto esclusivamente alla crescita professionale del corpo docente.

Valditara conferma: verso il welfare scolastico e l'estensione agli ATA

A confermare il cambio di paradigma è intervenuto direttamente il Ministro Giuseppe Valditara. Durante un recente seminario a Napoli, organizzato dalle sigle sindacali Anief e Condir, il titolare del dicastero di Viale Trastevere ha delineato il futuro del supporto economico scolastico. L'intenzione dichiarata è quella di evolvere la Carta del Docente in un vero e proprio strumento di sostegno al reddito e ai servizi, estendendone i benefici anche al personale ATA. Questa dichiarazione, accolta con favore dai Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (Dsga) e dagli amministrativi presenti, sancisce di fatto la fine del bonus inteso puramente come leva per la formazione continua. Se da un lato l'inclusione del personale amministrativo risponde a una richiesta di equità interna agli istituti, dall'altro certifica la mutazione genetica della misura: da pilastro dell'aggiornamento didattico a sussidio generalizzato per i lavoratori della scuola.

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