TFA ordinario: il business nascosto dietro la formazione dei docenti precari
Un'analisi critica sul sistema del TFA ordinario e sullo scontro con i percorsi formativi INDIRE, tra speculazione e diritti dei precari.
Il dibattito sulla formazione docenti si accende attorno al TFA ordinario, un sistema spesso criticato per i suoi costi elevati. Tra interessi economici e la necessità di tutelare i lavoratori precari, emerge lo scontro con i nuovi percorsi alternativi.
Il grande bluff del TFA e la guerra a INDIRE: quando la formazione diventa un mercimonio sulla pelle dei precari
Dietro il purismo accademico di chi difende a oltranza il "mitico" TFA ordinario si nasconde un business milionario fatto di tasse universitarie esorbitanti e "corsettini" online per superare quiz ad hoc. Il modello INDIRE fa paura perché rompe i giocattoli dei mercanti della scuola.
Le lotte accanite e la guerra fratricida a cui si assiste tra colleghi del TFA ordinario e docenti del percorso INDIRE sono il risultato avvelenato di sedimentate strategie di speculazione economica. La risposta all'accanimento contro INDIRE non va cercata nella sbandierata "qualità della didattica" o nell'amore per l'inclusione, ma in una verità molto più materiale e opaca: il business miliardario della formazione privata e un'alleanza bieca e interessata.
Un sistema studiato per "spennare" i precari
Per anni, l'accesso al TFA ordinario è stato contrabbandato come una selezione dura e meritocratica. La realtà è ben diversa: si tratta di una selezione studiata ad hoc per alimentare un mercimonio.
Il meccanismo delle prove d'accesso (preselettiva, scritto e orale) ha creato una vera e propria tassa sul diritto al lavoro, un percorso a ostacoli artificiale che serve a muovere un mercato parallelo spietato:
La vendita dei "corsettini" online: Piattaforme, enti privati e sigle di settore vendono a caro prezzo pacchetti di preparazione, simulatori di quiz e dispense miracolose per superare le selezioni. Un indotto che vive e prospera solo se la selezione resta farraginosa e basata su risposte multiple.
Le tasse universitarie: I singoli atenei applicano rette esorbitanti che spesso superano i 3.000 euro per singolo corsista, trasformando la specializzazione in un lusso e in una formidabile fonte di cassa.
L'alleanza stile "Il Gatto e la Volpe": interessi economici e opportunismo
In questa guerra contro INDIRE, i sostenitori del TFA ordinario hanno trovato sponde e solidarietà in un'inedita alleanza che ricorda la favola di Pinocchio. Da un lato ci sono coloro che sono direttamente interessati a lucrare sulla vendita dei corsi e sui dazi accademici; dall'altro, c'è chi è semplicemente interessato a fare opposizione ideologica, strumentalizzando i precari per scopi puramente di parte.
È un patto bieco e interessato.
Altro che amore per gli alunni con disabilità! Dietro la bandiera dell'inclusione si nascondono due spinte chiarissime:
1. Il puro profitto economico di chi gestisce la filiera della formazione a pagamento.
2. L'egoismo di chi cerca il posto fisso sul sostegno come mera e transitoria testa di ponte, con l'intenzione di mollarlo a favore della materia non appena possibile, lasciando le cattedre vuote e gli alunni senza continuità didattica.
Perché INDIRE ha rotto gli schemi
L'introduzione dei corsi INDIRE ha letteralmente rotto gli schemi e spezzato questo monopolio economico e corporativo. Rivolto a chi aveva già maturato anni di servizio sul campo, il percorso istituzionale ha introdotto costi più che dimezzati rispetto ai salassi universitari e ha azzerato completamente il mercato speculativo dei corsi di preparazione.
Nel momento in cui si dimostra di poter formare i docenti (professionisti che già ricoprono lo stesso ruolo e affrontano le stesse identiche responsabilità nelle aule) in modo diretto, trasparente e dignitoso, il castello di carte dei "mercanti della scuola" crolla. La violenta resistenza per svalutare il titolo di chi ha scelto la via pubblica di INDIRE serve solo a difendere le vecchie rendite di posizione.
Gettate le maschere. Chi difende a spada tratta il monopolio del TFA ordinario non sta proteggendo la scuola, sta proteggendo un portafoglio. Se si è deciso di favorire business privato e opportunismo svalutando i corsi INDIRE, si abbia il coraggio di metterlo nero su bianco.
Qualsiasi verità, anche la più amara e ingiusta, sarà sempre preferibile a un silenzio che si nutre del sangue e della dignità dei lavoratori.
Ovviamente noi siamo sempre pronti al dialogo. Al contrario di chi è evidentemente interessato solo ai propri interessi.
Daniela Nicolò portavoce Community Uniti per INDIRE
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